
Tutti i popoli e tutte le lingue, tutti gli ordini e tutte le istituzioni, i parlamenti e i sovrani, le chiese e le sinagoghe, gli ermellini e le toghe sono scivolati uno dopo l’altro, inesorabilmente, nella condizione di larve, ma, per cosí dire, impreparati e senza coscienziosità. Cosí gli scrittori scrivono male, perché devono fingere che la loro lingua sia viva, i parlamenti legiferano invano, perché devono simulare una vita politica alla larva nazione, le religioni sono prive di pietà, perché non sanno più benedire e abitare le tombe. Per questo vediamo scheletri e manichini sfilare impettiti, e mummie che pretendono di dirigere allegramente la loro esumazione, senza accorgersi che le membra decomposte le abbandonano a lembi e a brandelli, che le loro parole sono diventate glossolalie inintelligibili.
I parlamenti legiferano invano
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