Egon Schiele ⋯
Ora Parra cammina
ora Parra cammina per Las Cruces
io e Marcial ce ne stiamo quieti ad ascoltare i suoi passi
il Cile è un corridoio lungo e stretto
senza uscita apparente
le Fiandre indiane che bruciano laggiù agli antipodi
un incendio costellato di impronte
o i resti di un incendio
e i resti di qualche impronta
che il vento continua a cancellare
o a sciogliere
nessuno ti dà il benvenuto in Danimarca
tutti stiamo facendo
l’indicibile
nessuno ti dà il benvenuto in Danimarca
qui sta piovendo
e le croci mostrano impronte
di formiche e di incendi
oh le Fiandre indiane
l’interminabile corridoio del nostro scontento
dove ogni cosa compiuta sembra disfatta
il paese di Zurita e delle cordigliere fritte
il paese dell’eterna giovinezza
tuttavia piove e nessuno si bagna
tranne Parra
o i suoi passi che percorrono
questi terrazzi in fiamme
pietrificati
questi cimiteri arati per buoi
immobili
Oh le Fiandre indiane della nostra lingua schizofrenica
ogni passo lascia impronte
ma ogni impronta è immobile
niente a che vedere con l’uomo o l’ombra
che una volta passò
o che in un ultimo sospiro tentò
di materializzare il cobra
del sogno immobile
o di ciò che nel sogno supera
rappresentazioni rappresentazioni
mancanti di sostanza
Nelle Fiandre indiane della frattura
infinita
però noi altri sappiamo che tutti
i nostri argomenti
sono finiti (allegri, sì, feroci,
ma finiti)
la rivoluzione si chiama Atlantide
ed è feroce e infinita
ma non serve a niente
a camminare, adesso, latinoamericani
a camminare a camminare
a cercare i passi deviati
dei poeti perduti
nel fango immobile
a perderci nel nulla
o nella rosa del nulla
lì dove si sentono solo i passi
di Parra
e i sogni di generazioni
sacrificate sotto la ruota
e non conosciute

Crediti
 • Roberto Bolaño •
 • I cani romantici •
  • trad. Francesco Marotta •
 • SchieleArt •   •  •

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