È lui – il buon lettore, l’eccellente lettore – che ha salvato più e più volte l’artista dalla distruzione per mano degli imperatori, dei dittatori, dei preti, dei puritani, dei filistei, dei politici, dei poliziotti, dei direttori delle poste e dei pedanti. Mi si permetta di definire questo ammirevole lettore. Non appartiene a una nazione o a una classe specifica. Non c’è direttore di coscienza o club del libro che possa gestire la sua anima. Il suo modo d’accostarsi a un’opera di narrativa non è determinato da quelle emozioni giovanili che portano il lettore mediocre a identificarsi con questo o quel personaggio e a saltare le descrizioni. Il buon lettore, il lettore ammirevole, non s’identifica con il ragazzo o la ragazza del libro, ma con il cervello che quel libro ha pensato e composto. Al lettore ammirevole non interessano le idee generali; ma la visione particolare. Gli piace il romanzo non perché gli permette di inserirsi nel gruppo (per usare un diabolico luogo comune delle scuole avanzate); gli piace perché assorbe e capisce ogni particolare del testo, gode di ciò che l’autore voleva fosse goduto, sorride interiormente e dappertutto, si lascia eccitare dalle magiche immagini del grande falsario, del fantasioso falsario, del prestigiatore, dell’artista. In realtà, di tutti i personaggi creati da un grande artista, i più belli sono i suoi lettori.
Questo lettore non cerca nel libro una conferma delle proprie opinioni, né un rifugio per le proprie emozioni. Non vuole essere rappresentato; vuole essere svegliato. Il libro non è uno specchio, ma una finestra — e talvolta una porta, un labirinto, un telescopio. Il lettore ammirevole sa che ogni opera è un universo autonomo, con le sue leggi, la sua luce, il suo tempo. E accetta di entrare in quel mondo senza imporre le proprie abitudini, senza chiedere che gli venga spiegato che cosa significa. Sa che il significato non è un messaggio nascosto, ma un’esperienza da vivere.
Egli legge con attenzione maniacale. Non trascura un aggettivo, non salta un avverbio, non dimentica un nome proprio. Per lui, ogni parola è un mattone nel grande edificio dell’opera, e ogni mattone serve. Anzi, a volte, è proprio nella parola apparentemente più insignificante che si nasconde la chiave di volta. Il buon lettore è un cacciatore di dettagli, un archeologo del testo, un innamorato delle cose come sono state viste da un altro occhio.
E non è passivo. Anzi, è il più attivo di tutti. Perché leggere, per lui, non è ricevere, ma costruire. Costruisce insieme all’autore, raddoppia il testo con la sua immaginazione, lo anima con la sua memoria. Ma lo fa con rispetto, con disciplina, con fedeltà. Non tradisce il testo con letture arbitrarie, con proiezioni narcisistiche, con pretese di attualizzazione. Sa che un’opera grande è sempre attuale, perché parla del mondo con una precisione che trascende l’epoca.
Questo lettore è raro, ma esiste. Esiste in ogni tempo, in ogni luogo. A volte è uno studente solitario, a volte un vecchio in una biblioteca polverosa, a volte un viaggiatore che legge su un treno. Non importa. Ciò che conta è che legge con amore. E l’amore, qui, non è sentimento, ma attenzione.
È grazie a lui che i libri sopravvivono. Non grazie ai premi, non grazie alle mode, non grazie alle ristampe celebrative. Ma grazie a quel singolo individuo che, in un angolo del mondo, apre un libro e decide di prestare fede a ciò che vi è scritto. Senza chiedere niente in cambio, se non la bellezza di un’immagine, la verità di un gesto, la sorpresa di una frase.
E così, mentre il mondo brucia, mentre i censori gridano, mentre i poteri cancellano, il lettore ammirevole continua a leggere. E in quel gesto, apparentemente inutile, si compie la più alta forma di resistenza: la resistenza della mente libera, della fantasia intransigente, dell’occhio che sa vedere.
Perché, in fondo, leggere bene è un atto di libertà. E il lettore ideale è, prima di tutto, un libero cittadino del regno dell’arte.
Cervello dell’autore: L’obiettivo finale del buon lettore; non l’identificazione con il protagonista, ma la comprensione dei processi logici e creativi che hanno generato l’opera.
Grande falsario: Epiteto nabokoviano per l’artista, inteso come colui che crea una realtà fittizia così potente da apparire più vera del vero grazie al prestigio tecnico.
Lettura maniacale: Metodo di analisi testuale che non concede nulla alla velocità, basato sulla scansione millimetrica di aggettivi e punteggiatura per ricostruire l’edificio narrativo.
Regno dell’arte: Dimensione sovranazionale e atemporale dove il lettore e l’autore si incontrano come liberi cittadini, al riparo dalle contingenze politiche o morali dell’epoca.
Città sollevata come carte gioco ⋯
Vidi la città sollevarsi in aria come una mano di carte da gioco colpita da un soffio gelido. Era un istante di luce pura e terribile, una bellezza mostruosa che cancellava tutto ciò che gli uomini avevano costruito sull'ignoranza.
Ray Bradbury Fahrenheit 451
Romanzo distopico, Visione apocalittica
La religione del cuore ⋯
L'imitazione di Gesù Cristo è uno dei libri che io non posso prendere in mano senza provare in me stesso una resistenza fisiologica: esso esala un profumo di eterno femminino, pel quale bisogna essere francese o wagneriano... Questo santo ha un modo di parlare dell'amore che rende curiose anche le parigine. — Mi si dice che il più avveduto dei gesuiti, Augusto Comte, che voleva condurre i francesi a Roma per la strada indiretta della scienza, s'ispirò a questo libro. — Lo credo: la religione del cuore...
Friedrich Nietzsche Il crepuscolo degli idoli
Filosofia, Critica della religione, Aforismi
L'imbarazzo di una doppia origine ⋯
Bambino che appartiene a due razze e si vergogna di entrambe.
Ambrose Bierce Il dizionario del diavolo
Letteratura satirica, Aforisma satirico, Dizionario umoristico
Cogliere il fiore vivo oltre la catena ⋯
La critica non ha strappato i fiori immaginari dalla catena perchè l'uomo continui a trascinarla triste e spoglia, ma perchè la getti via e colga il fiore vivo
Karl Marx Critica della filosofia del diritto di hegel
Marxismo, Filosofia, Critica della religione
Sapere come attaccare e come difendersi ⋯
Non basta sapere come attaccare gli altri con il fuoco, è necessario sapere come impedire agli altri di attaccare te.
Sun Tzu L'arte della guerra, Capitolo 12: Sull'arte di attaccare con il fuoco
Strategia militare, Aforisma
Lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov
Questo brano è profondamente ispirato alle celebri lezioni tenute da Nabokov a Cornell. L’autore smonta l’approccio sociologico o sentimentale alla letteratura per promuovere una lettura con la spina dorsale, dove il piacere deriva dalla comprensione della struttura e del dettaglio. La descrizione enfatizza come per Nabokov la letteratura sia un gioco di prestigio di cui il lettore deve saper smascherare e godere i trucchi.
Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino
Il romanzo che mette al centro la figura del Lettore e della Lettrice. Calvino esplora le diverse modalità di approccio al testo, riflettendo sulla tensione tra il desiderio di una storia e la consapevolezza del meccanismo narrativo. La narrazione condivide con il testo l’idea del lettore come co-creatore attivo dell’opera, senza il quale il libro rimarrebbe un oggetto inerte.
L’etica della lettura di J. Hillis Miller
Un saggio che indaga la responsabilità del lettore nei confronti del testo. L’autore sostiene che leggere bene non sia un atto arbitrario, ma un dovere etico di fedeltà alle parole dell’autore. La descrizione sottolinea come l’attenzione maniacale citata nel testo sia, in realtà, una forma di rispetto ontologico verso l’universo creato dall’artista.

























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