⋯  ⋯
L’opera di Artaud mette alla prova nella follia la propria assenza; ma questa prova, il coraggio ripetuto di questa prova, tutte queste parole gettate contro un’assenza fondamentale di linguaggio, tutto questo spazio di sofferenza fisica e di terrore che circonda il vuoto o piuttosto coincide con esso, ecco l’opera stessa: la scarpata sul gorgo dell’assenza d’opera. Con la follia, un’opera che sembra sprofondare nel mondo, rivelargli il suo non-senso e trasfigurarsi nei soli tratti del patologico, in fondo coinvolge il tempo del mondo, lo domina e lo conduce; a causa della follia che la interrompe, un’opera apre un vuoto, un tempo di silenzio, una domanda senza risposta, provoca una lacerazione senza rimedio in cui il mondo è obbligato a interrogarsi. Ormai, e con la mediazione della follia, è il mondo che diventa colpevole (per la prima volta in Occidente) nei riguardi dell’opera. L’istante in cui nascono e si compiono insieme l’opera e la follia è l’inizio del tempo in cui il mondo si trova citato in giudizio da quest’opera e responsabile di ciò che è davanti a essa. Questo mondo che crede di misurarla e di giustificarla con la psicologia deve giustificarsi davanti a essa, poiché, nel suo sforzo e nei suoi conflitti, si misura alla smisuratezza di opere come quella di Nietzsche, di Van Gogh, di Artaud. E niente in esso, e meno che mai ciò che può conoscere della follia, lo rende sicuro che queste opere di follia lo giustifichino.

Crediti
 • Michel Foucault •
 • Storia della follia nell'età classica •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Il caso Nietzsche
772% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Friedrich NietzscheUn nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
306% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
Elliott Erwitt ⋯ Il tempo e le sue_nostre concezioni
133% ArticoliFilosofiaTommaso Giordani
Interrogarsi sulla natura del tempo, cercando di darne una spiegazione razionale in rapporto alla storia e, perché no, alla nostra quotidianità, è molto complicato. Sebbene la concezione del tempo sia andata trasformandosi nel corso della storia in modo f⋯
 ⋯ Che cos’è l’uomo
96% ArticoliFilosofiaJózef Maria Bocheński
Rifletteremo ora sull’uomo. A suo riguardo i problemi filosofici sono così numerosi, che ora non è possibile nominarli tutti. La nostra meditazione si riferirà perciò necessariamente solo ad alcuni di essi. Prima di tutto, con i grandi pensatori del passa⋯
 ⋯ Filosofia e rivoluzione: il testo, il contesto e la trama
96% ArticoliFilosofiaRaimon Panikkar
“Philosophy and Revolution: the Text, the Context and the Texture” è un articolo che Panikkar ha pubblicato nel luglio del 1973 sulla rivista di studi interculturali «Philosophy East and West», vol. 23, n° 3, pp. 315-322. Mai apparso in traduzione italian⋯
 ⋯ L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
95% ArticoliFilosofiaWalter Benjamin
In linea di principio, l’opera d’arte è sempre stata riproducibile. Una cosa fatta dagli uomini ha sempre potuto essere rifatta da uomini. Simili riproduzioni venivano realizzate dagli allievi per esercitarsi nell’arte, dai maestri per diffondere le opere⋯