Odio l’estate. Odio il mese di agosto fino al giorno di ferragosto.
Tutti partono e ci chiedono se anche noi partiremo. Impossibile rispondere, quando siamo nel numero di quelli che non hanno voglia né di partire né di restare.
(…) io non trovavo il mondo triste, lo trovavo bellissimo, solo che a me per qualche ragione oscura era vietato di celebrarne le radiose giornate, così non potevo che cercare e amare l’autunno, l’inverno, il crepuscolo, la pioggia e la notte. Scopersi, in seguito, che una simile sensazione non ero io sola a provarla, che era una sensazione comune a molti, perché molti come me in qualche istante della loro esistenza si sono sentiti esclusi e mortificati dall’estate, giudicati per sempre indegni di raccogliere i frutti dell’universo. Molti come me allora hanno odiato lo splendore abbagliante del cielo sui prati e sui boschi. Molti come me ai primi segni dell’estate si sentono in angoscia come all’annuncio di una disgrazia, perché in essi risorge lo spavento del giudizio e della condanna.
La cura del proprio giardino ⋯
Coltiviamo il grano del nostro piccolo campo, senza preoccuparci dell'orzo che cresce nel campo del vicino.
Marcel Prevost Lettere a una sconosciuta
Letteratura francese, Aforismi, EpistolarioL'amputazione delle cieche speranze ⋯
Ci deve pur essere una ragione se, con tanti beni a disposizione e tanto capitale di salute fisica in più, là dove l'ebetudine non ha cotto la mente e la coscienza è sveglia, ci sono infelicità e solitudini che si è sempre meno in grado di reggere, disperazioni che annientano e distruzioni cerebrali precoci, e il viaggio «al termine della notte» ha cessato di essere un limite. Ci si addentra sempre più nella notte, e la morte, invece di apparire come liberatrice, imprime su ogni istante di vita un terrore sempre uguale.
Ci hanno amputati del dono strappato agli Dei da Prometeo — le cieche speranze? […] Perché tanta infelicità? Perché?
Guido Ceronetti Insetti senza frontiere
Saggistica, Aforisma, Critica della modernitàLa colpa di preoccuparsi degli altri ⋯
La nostra colpa maggiore sta nel preoccuparci delle colpe degli altri.
Kahlil Gibran Il profeta
Poesia in prosa, SpiritualitàLa responsabilità della nostra esistenza ⋯
Se, d'altro canto, Dio non esiste, non troviamo davanti a noi dei valori o degli ordini che possano legittimare la nostra condotta. Così non abbiamo né dietro di noi né davanti a noi, nel luminoso regno dei valori, giustificazioni o scuse. Siamo soli, senza scuse. Situazione che mi pare di poter caratterizzare dicendo che l'uomo è condannato a essere libero. Condannato perché non si è creato da solo, e ciò non di meno libero perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto quanto fa.
Jean-Paul Sartre L'esistenzialismo è un umanesimo
Esistenzialismo, Filosofia del '900, SaggioGeografie dell'angoscia ⋯
Il paesaggio per l'artista viennese non è un rifugio ma un campo di forze dove l'isolamento della singola casa riflette la solitudine radicale dell'individuo moderno schiacciato tra la materia del suolo e l'infinito del cielo.
Vari Autori Espressionismo: Arte e Società
Critica d'arte, Storia dell'arte
Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal
Un romanzo che esplora la vita di un uomo solitario, Hanta, che trova rifugio tra i libri e le sue riflessioni personali, affrontando i suoi sentimenti di esclusione e alienazione.
Il mestiere di vivere di Cesare Pavese
Il diario personale di Pavese, che raccoglie pensieri e riflessioni intime, toccando temi di solitudine, disagio esistenziale e la ricerca di un significato nella vita, con una particolare attenzione alle stagioni e ai sentimenti ad esse associati.
Diario di un dolore di Clive Staples Lewis
Un libro che affronta il tema del dolore e della perdita, riflettendo su come queste esperienze influenzino la percezione delle stagioni e della vita stessa. Lewis esamina i suoi sentimenti di isolamento e la ricerca di conforto nelle sue riflessioni più profonde.







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