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Che i contrasti economici siano divenuti politici e che sia potuto sorgere il concetto di «posizione di potere economica» indica solo che IL CULMINE DI DEL ‘POLITICO’ PUÒ ESSERE RAGGIUNTO PARTENDO DALL’ECONOMIA, come da ogni altro settore della realtà. Sotto questa impronta è nata l’espressione molto citata di Walther Rathenau, secondo cui OGGI IL DESTINO NON È PIÚ LA POLITICA, BENSÍ L’ECONOMIA. Sarebbe piú corretto dire che, ORA COME PRIMA, IL DESTINO CONTINUA AD ESSERE RAPPRESENTATO DALLA POLITICA, ma che nel frattempo è solo accaduto che L’ECONOMIA È DIVENTATA QUALCOSA DI ‘POLITICO’ E PERCIÒ ANCHE ESSA «DESTINO». Fu perciò anche errato credere che una posizione politica conquistata con l’aiuto di una superiorità economica fosse (come ha detto Joseph Schumpeter nella sua Soziologie des Imperialismus del 1919) «essenzialmente non bellicosa». Essenzialmente non bellicosa, e proprio in base all’essenza ideologica liberale, è solo la terminologia. UN IMPERIALISMO FONDATO SU BASI ECONOMICHE CERCHERÀ NATURALMENTE DI CREARE UNA SITUAZIONE MONDIALE NELLA QUALE ESSO POSSA IMPIEGARE APERTAMENTE, NELLA MISURA CHE GLI È NECESSARIA, I SUOI STRUMENTI ECONOMICI DI POTERE, COME RESTRIZIONE DEI CREDITI, BLOCCO DELLE MATERIE PRIME, SVALUTAZIONE DELLA VALUTA STRANIERA e cosí via. Esso considererà come «violenza extraeconomica» il TENTATIVO DI UN POPOLO O DI UN ALTRO GRUPPO UMANO DI SOTTRARSI ALL’EFFETTO DI QUESTI METODI «PACIFICI». Esso IMPIEGHERÀ MEZZI DI COERCIZIONE ANCORA PIÚ DURI, MA SEMPRE «ECONOMICI» e quindi (secondo questa terminologia) non politici, essenzialmente pacifici, come ad esempio quelli elencati dalla Società delle nazioni di Ginevra nelle «linee direttive» per l’attuazione dell’art. 16 del suo Statuto (n. 14 della risoluzione della seconda assemblea della Società delle nazioni, 1921): sospensione dell’approvvigionamento dei mezzi di sussistenza alla popolazione civile e blocco della fame. Infine esso dispone ancora di strumenti tecnici di uccisione fisica violenta, di armi moderne tecnicamente perfette, che sono state rese di tanta inaudita utilità, mediante un impiego di capitale ed intelligenza, per essere realmente usate in caso di necessità. Per l’impiego di questi strumenti, SI STA FORMANDO D’ALTRA PARTE UN VOCABOLARIO NUOVO ESSENZIALMENTE PACIFISTICO CHE NON CONOSCE PIÚ LA GUERRA MA SOLO ESECUZIONI, SANZIONI, SPEDIZIONI PUNITIVE, PACIFICAZIONI, DIFESA DEI TRATTATI, POLIZIA INTERNAZIONALE, MISURE PER LA PRESERVAZIONE DELLA PACE. L’AVVERSARIO NON SI CHIAMA PIÚ NEMICO, MA PERCIÒ EGLI VIENE POSTO, COME VIOLATORE E DISTURBATORE DELLA PACE, ‹HORS-LA-LOI› E ‹HORS L’HUMANITÉ›, e una guerra condotta per il mantenimento o allargamento di posizioni economicistiche di potere deve essere trasformata, con il ricorso alla propaganda, nella «crociata» e nell’«ultima guerra dell’umanità». Questo è il frutto della POLARITÀ DI ETICA ED ECONOMIA. In essa è presente d’altra parte una straordinaria sistematicità e conseguenzialità, ma anche questo sistema pretende di essere non politico e che apparentemente è antipolitico serve o ai raggruppamenti amico-nemico già esistenti o conduce a nuovi raggruppamenti di questo tipo e non può sfuggire alla conseguenzialità del ‘politico’.

Crediti
 • Carl Schmitt •
 • Il concetto di ‛politico’ •
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