Egon SchieleIn un mondo saturato di immagini e di messaggi veicolati dal potere mediatico, la figura del venditore di fumo ha smesso di essere un’eccezione per diventare la regola aurea della comunicazione istituzionale. Non si vendono più semplicemente aspirine o automobili, ma visioni apocalittiche e salvifiche, impacchettate con la precisione millimetrica di un algoritmo pubblicitario. La paura, in quanto emozione primaria e difficilmente controllabile dalla ragione critica, è diventata la valuta corrente negli scambi tra l’élite e la massa. In questo scenario, la scienza viene spesso evocata non come un metodo di indagine dubitativo e rigoroso, ma come un’entità sacrale e indiscutibile, un nuovo clero laico incaricato di convalidare le decisioni politiche attraverso la magia dei numeri e delle proiezioni statistiche. La manipolazione del consenso passa inevitabilmente per la creazione di emergenze perenni, dove il cittadino è chiamato a rinunciare alla propria autonomia in cambio di una promessa di sicurezza che non verrà mai onorata, poiché il mantenimento della tensione è il vero scopo del gioco.

Il clima come argomento politico è geniale. Perché non esiste una scienza che abbia per oggetto il clima. Da ultimo è soltanto calcolo delle probabilità applicato a variabili arbitrarie, scelte solo in base all’utilità nel prevedere il meteo approssimativo delle successive 48 ore. Le teorie climatologiche globali poi non possono essere per definizione scientifiche, nel senso che non esistono teorie falsificabili. Non esistono contro-fattuali. Affermare che farà più caldo perché aumenta la CO2 nell’atmosfera è equivalente a dire che farà più caldo perché aumenta l’inquinamento elettromagnetico. Si potrebbe dare attenzione a qualcuno che avesse predetto e pubblicato le temperature dei decenni successivi. Ma questo qualcuno non esiste. Ovviamente dire farà più caldo è una previsione e una congettura un po’ troppo generica per essere ritenuta una teoria scientifica. Lo avevano già detto i Veda, Gesù, Muhammad e anche mia nonna quando entrò in menopausa negli anni ’80.

La pretesa di racchiudere la complessità caotica dei sistemi planetari dentro un modello matematico lineare è l’espressione suprema dell’arroganza tecnocratica moderna. Se osserviamo con onestà intellettuale la struttura delle teorie climatologiche dominanti, notiamo che esse mancano del requisito fondamentale stabilito da Karl Popper per la scientificità: la falsificabilità. Qualsiasi evento atmosferico, sia esso una siccità estrema, un’alluvione devastante o un’ondata di gelo improvviso, viene retroattivamente inserito nella narrazione del cambiamento climatico come una conferma della teoria stessa. Se tutto conferma la teoria, allora la teoria non spiega nulla; è semplicemente un dogma che si auto-alimenta per fini extra-scientifici. La scienza del clima è diventata una sorta di astrologia statistica, dove le costellazioni sono sostituite dai pixel delle simulazioni al computer. Si creano scenari terrificanti per i prossimi cento anni, sapendo perfettamente che nessuno dei profeti attuali sarà vivo per rispondere del fallimento delle proprie vaticinazioni. È una forma di irresponsabilità intellettuale che trova terreno fertile in una popolazione privata degli strumenti logici per distinguere tra un dato empirico e una correlazione spuria.

L’efficacia di questa narrazione risiede nella sua capacità di colpevolizzare l’individuo per processi che appartengono a ere geologiche e a dinamiche solari del tutto indipendenti dall’azione umana. Il venditore di fumo sa perfettamente che un uomo che si sente in colpa è un uomo ubbidiente e facilmente manipolabile. Si instaura così una nuova ascesi laica basata sulla restrizione dei consumi e sulla sorveglianza reciproca, dove l’anidride carbonica sostituisce simbolicamente il peccato originale. La politica trova nel clima il nemico perfetto: un avversario invisibile, globale, ubiquo e soprattutto eterno, che giustifica l’introduzione di misure di controllo sociale e fiscale che altrimenti verrebbero percepite come intollerabili. La transizione ecologica viene presentata come un destino ineluttabile, una missione morale che non ammette dubbi, mentre in realtà è una gigantesca operazione di trasferimento di ricchezza e di potere. La razionalizzazione della paura permette di trasformare il cittadino in un suddito spaventato, disposto a sacrificare la propria libertà sull’altare di una divinità capricciosa chiamata Ambiente, che richiede sacrifici costanti e un’adorazione incondizionata.

In definitiva, la grande farsa climatologica rappresenta il culmine di quella decadenza del vero che caratterizza la nostra civiltà postmoderna. Abbiamo barattato l’osservazione diretta della natura con la simulazione digitale del reale, preferendo la certezza artificiale di un grafico colorato all’incertezza feconda della ricerca autentica. Il clima è diventato l’alibi perfetto per ogni fallimento amministrativo e per ogni progetto autoritario di ingegneria sociale. La vera minaccia per l’umanità non è il surriscaldamento del pianeta, ma il raffreddamento sistematico dell’intelligenza critica. Quando la congettura generica diventa legge dello Stato, la scienza muore per lasciare il posto alla propaganda più becera. Dovremmo ritrovare il coraggio di sorridere davanti ai profeti di sventura, ricordando che la terra è sempre stata un luogo di mutamenti radicali molto prima che l’uomo iniziasse a contare le proprie emissioni. Recuperare il senso del limite della nostra conoscenza è l’unico modo per non annegare nel mare di fumo che ci circonda, testimoniando che la dignità umana risiede nella capacità di pensare autonomamente, rifiutando di farsi trascinare dall’ennesimo delirio collettivo travestito da progresso civile.

Crediti
 Liliano Sergio Silverstein
 Il venditore di fumo
  Capitolo IV - L'aritmetica della paura
  Pubblicato in Italia: Marzo 2022
 SchieleArt •   • 
 Questo importante saggio filosofico ed etico esamina la complessa sfasatura tra la reale ricerca scientifica e la farsa propagandistica della transizione ecologica moderna. L'autore mostra chiaramente come l'uso costante della paura e la totale assenza di falsificabilità abbiano trasformato le teorie del clima in dogmi asfittici, esortando ad abitare consapevolmente la terra con fiera autonomia intellettuale e profondo senso del limite. Questa feconda opera propone un sentiero di vera, costante, viva e duratura pace comune per ogni essere umano consapevole, per promuovere la nostra perenne verità.

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Il clima come argomento politico ⋯ 
Il clima come argomento politico è geniale. Perché non esiste una scienza che abbia per oggetto il clima. Da ultimo è soltanto calcolo delle probabilità applicato a variabili arbitrarie, scelte solo in base all'utilità nel prevedere il meteo approssimativo delle successive 48 ore. Le teorie climatologiques globali poi non possono essere per definizione scientifiche, nel senso che non esistono teorie falsificabili.
 Liliano Sergio Silverstein  Il venditore di fumo
 Saggistica politica, Critica ideologica ed ecologismo


Evoluzione del pensiero progressista ⋯ 
L'evoluzione del pensiero progressista francese rivela fratture teoriche significative, minando la coesione interna. Gli intellettuali riflettono sulle eredità ideologiche, proponendo adattamenti contestuali innovativi. I partiti tradizionali perdono radicamento territoriale, accelerando transizioni politiche complesse. I dialoghi costruttivi favoriscono un rinnovamento programmatico sostenibile.
 Serge Audier  Il socialismo francese
 Filosofo politico, Saggio storico


Distruzione parole e orizzonte pensiero ⋯ 
La distruzione delle parole è una cosa bellissima perché permette di restringere l'orizzonte del pensiero fino a renderlo inoffensivo per il sistema. Il fine ultimo della neolingua è rendere impossibile ogni forma di psicoreato poiché non esisteranno più concetti adatti a esprimere sentimenti di ribellione
 George Orwell  1984
 Narrativa distopica, Sociologia


Ogni popolo chiama le sue ipocrisie virtù ⋯ 
Ogni popolo ha la propria ipocrisia e la chiama le sue virtù. - Non si conosce, - non si può conoscere, ciò che si ha di migliore.
 Friedrich Nietzsche  Al di là del bene e del male
 Filosofia del xix secolo, Critica della morale nazionale, Saggio filosofico


Apparente controllo dei parlamenti ⋯ 
Diversi governi capitalistici, nonostante l'esistenza di parlamenti «democratici», sono controllati dalle grandi banche. I parlamenti dichiarano che sono loro a controllare i governi. In realtà, invece, avviene che la composizione dei governi è fissata in precedenza dai maggiori consorzi finanziari, i quali controllano anche l'operato dei governi. Chi non sa che in nessuna potenza capitalistica può essere formato un gabinetto contro la volontà dei maggiori magnati della finanza? È sufficiente una piccolissima pressione finanziaria perché i ministri volino via dai loro posti come dei fuscelli. Questo è un vero e proprio controllo delle banche sui governi, nonostante l'apparente controllo dei parlamenti.
 Iosif Stalin  Questioni del leninismo
 Politica, Saggistica


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Glossario
Riferimenti
Decostruzione
Livello Strutturale e Formale
Scomposizione gerarchica
Tesi centrale: La narrazione del cambiamento climatico globale si configura come una farsa ideologica e un dogma tecnocratico non falsificabile, utilizzato dal potere politico-mediatico come strumento di colpevolizzazione e controllo sociale per manipolare il consenso attraverso la razionalizzazione della paura.
Premesse: La comunicazione istituzionale contemporanea si fonda sulla manipolazione del consenso tramite emergenze perenni; la paura è lo strumento principale di controllo delle masse; la scienza viene abusata come entità sacrale e indiscutibile per convalidare decisioni politiche.
Argomentazioni di supporto: L’assenza di uno statuto epistemologico autonomo per la climatologia globale, ridotta a calcolo probabilistico applicato a variabili arbitrarie; l’assenza del requisito popperiano della falsificabilità, poiché qualsiasi evento atmosferico opposto viene usato retroattivamente come conferma della teoria; l’utilizzo di simulazioni digitali e modelli matematici lineari incapaci di racchiudere la complessità caotica dei sistemi planetari; l’analogia tra la climatologia e l’astrologia statistica; la sostituzione simbolica del peccato originale con l’anidride carbonica per indurre un’ascesi laica e una sorveglianza reciproca.
Conclusioni: La vera minaccia attuale non è il riscaldamento globale ma il raffreddamento dell’intelligenza critica; è necessario recuperare il limite della conoscenza e il pensiero autonomo per rifiutare questo delirio collettivo travestito da progresso.
Analisi del flusso
L’architettura del discorso si sviluppa secondo un modello di demistificazione ideologica, muovendo dalla critica sociologica generale alla contestazione epistemologica specifica, per poi chiudersi con un appello etico-politico.
L’introduzione delinea lo scenario macro-politico della ‘decadenza del vero’, in cui la paura e la sacralizzazione della scienza servono a imporre emergenze perenni.
La prima transizione restringe il campo sul tema specifico del clima, negandone lo statuto di scienza galileiana e riducendolo a congettura probabilistica non verificabile empiricamente.
La seconda transizione eleva la critica sul piano filosofico, evocando il principio di falsificabilità di Karl Popper per qualificare la climatologia come dogmatica ‘astrologia statistica’.
Il flusso argomentativo si sposta poi sulle ricadute antropologiche e sociali, analizzando la transizione ecologica come una manovra di sottomissione fiscale, controllo sociale e colpevolizzazione individuale.
La conclusione opera una sintesi etica e razionalista, esortando il lettore al recupero del pensiero critico e dell’autonomia intellettuale di fronte al fumo della propaganda.
Segmentazione
  1. Unità 1: La sociologia dell’emergenza perenne. Analisi della comunicazione istituzionale basata sugli algoritmi della paura e sulla trasformazione della scienza in un clero laico dogmatico.
  2. Unità 2: Lo statuto gnoseologico del clima. Contestazione empirica delle teorie climatologiche globali, assimilate a congetture generiche non falsificabili e prive di contro-fattuali.
  3. Unità 3: L’arroganza tecnocratica e il criterio popperiano. Critica dei modelli matematici digitali e accusa di irresponsabilità intellettuale verso i profeti di sventure a lungo termine.
  4. Unità 4: La nuova ascesi laica e il controllo sociale. Descrizione della colpevolizzazione del cittadino tramite il mito della CO2 e svelamento della transizione ecologica come gigantesco trasferimento di ricchezza e potere.
  5. Unità 5: Il riscatto dell’intelligenza critica. Appello finale al recupero del senso del limite e del pensiero autonomo contro il delirio collettivo postmoderno.
Livello Semantico e Concettuale
Ermeneutica
Significato esplicito: La scienza del clima non è una vera scienza perché i suoi modelli non sono falsificabili e le sue previsioni sono usate dal potere per spaventare e controllare i cittadini, i quali dovrebbero invece riscoprire lo scetticismo razionale.
Significato implicito: La postmodernità ha sostituito le religioni tradizionali con surrogati scientisti e feticismi naturalistici al solo scopo di perpetuare l’egemonia delle élite tecnocratiche e giustificare l’ingegneria sociale; l’ecologismo mainstream funziona come un dispositivo bio-politico di disciplinamento delle masse.
Metafore e simboli: Il ‘venditore di fumo’ come archetipo del comunicatore politico contemporaneo; il ‘nuovo clero laico’ per indicare la comunità scientifica cooptata dal potere; l’‘astrologia statistica’ e le ‘costellazioni di pixel’ come simboli dell’astrattezza e dell’arbitrarietà dei modelli matematici digitali; l’‘anidride carbonica’ come equivalente secolarizzato del ‘peccato originale’; l’‘altare dell’Ambiente’ come spazio sacrificale in cui il suddito baratta la libertà con una finta sicurezza; il ‘raffreddamento dell’intelligenza critica’ come contrappunto ironico e reale al surriscaldamento planetario.
Decodifica del lessico
Il testo adotta un registro saggistico polemico, fortemente impregnato di lessico epistemologico, filosofico e sociologico (‘autonomia’, ‘falsificabilità’, ‘contro-fattuali’, ‘correlazione spuria’, ‘ingegneria sociale’).
Si rileva un’accurata sovrapposizione semantica tra il campo semantico della religiosità dogmatica (‘sacralità’, ‘clero laico’, ‘magia’, ‘vaticinazioni’, ‘ascesi’, ‘peccato originale’, ‘divinità capricciosa’) e quello della tecnica moderna (‘algoritmo’, ‘modello matematico’, ‘simulazione digitale’, ‘pixel’), volta a dimostrare che la tecnocrazia contemporanea opera con le stesse modalità oscurantiste delle antiche teocrazie. Culturalmente, il testo si situa nella corrente del libertarismo scettico e dell’anti-scientismo critico, richiamando la tradizione razionalista occidentale che va dall’illuminismo al falsificazionismo popperiano.
Identificazione dei temi
  1. La strumentalizzazione politica della scienza: La metamorfosi del metodo scientifico da pratica del dubbio a dogma indiscutibile al servizio dell’élite.
  2. L’incompatibilità tra climatologia e metodo galileiano: La critica epistemologica ai modelli predittivi globali, accusati di non poter essere sottoposti a verifica empirica o confutazione.
  3. La biopolitica della colpevolizzazione: L’uso della paura ecologica per indurre nel cittadino un senso di colpa esistenziale che lo predisponga all’ubbidienza e alla sorveglianza fiscale.
  4. La transizione ecologica come ingegneria finanziaria: Lo svelamento degli interessi materiali dietro la retorica della salvezza planetaria, intesa come ridistribuzione del potere economico.
  5. La crisi dell’antropocentrismo razionale: La denuncia della sostituzione dell’osservazione diretta del reale con la sua simulazione virtuale e computerizzata.
Livello Critico e Contestuale
Analisi delle presupposizioni
L’autore presuppone che l’intera comunità scientifica climatologica operi in malafede o sotto dettatura politica, ignorando l’esistenza di un vasto dibattito interno basato su rilevazioni empiriche storiche e paleoclimatiche non riducibili a mere simulazioni virtuali.
Viene dato per scontato che il criterio di falsificabilità di Popper sia l’unico e insindacabile parametro per definire la scientificità di una disciplina, trascurando l’evoluzione dell’epistemologia novecentesca circa le scienze dei sistemi complessi non lineari. Si assume inoltre che i mutamenti climatici passati, avvenuti prima della comparsa dell’uomo, escludano logicamente l’impatto dell’azione antropica sul mutamento presente, compiendo un salto logico che nega il principio della causalità multipla.
Valutazione argomentativa
Il testo possiede una stringente coerenza retorica e una notevole forza persuasiva per un pubblico incline allo scetticismo libertario, articolando l’attacco su pilastri filosofici riconosciuti come il pensiero popperiano.
Tuttavia, sotto il profilo logico, l’autore incorre nella fallacia dell’uomo di paglia, riducendo la complessa modellistica climatologica a ‘previsioni del meteo approssimative a 48 ore’ e a ‘congetture generiche equivalenti a quelle della nonna’. Vi è inoltre una fallacia della generalizzazione indebita quando afferma che, poiché i modelli contengono incertezze probabilistiche, l’intera transizione ecologica sia esclusivamente una ‘farsa’ e una truffa per il trasferimento di ricchezza, annullando la distinzione tra l’incertezza fisiologica della ricerca e la falsificazione deliberata.
Contestualizzazione
Il testo si colloca nel contesto storico del dibattito globale sulla transizione energetica e sulle politiche di azzeramento delle emissioni (Net Zero) degli anni 2020, riflettendo le posizioni del dissenso climatico ed epistemologico.
Filosoficamente, il discorso attinge alla critica della tecnica della Scuola di Francoforte (Habermas, Adorno) per ciò che concerne l’uso della razionalità strumentale come dominio, e dialoga strettamente con il concetto di biopolitica e governo della paura formulato da Michel Foucault. Letterariamente e culturalmente, lo scritto si riallaccia alla saggistica euro-americana controcorrente che contesta i modelli catastrofisti (eredi del Club di Roma del 1972), denunciando il passaggio da una società industriale democratica a una post-industriale di stampo sorvegliante e tecnocratico.
Rielaborazione e Output
Estrazione di citazioni e glossari
Citazioni chiave:
1. «La manipolazione del consenso passa inevitabilmente per la creazione di emergenze perenni, dove il cittadino è chiamato a rinunciare alla propria autonomia in cambio di una promessa di sicurezza che non verrà mai onorata…»
2. «La scienza del clima è diventata una sorta di astrologia statistica, dove le costellazioni sono sostituite dai pixel delle simulazioni al computer.»
3. «La vera minaccia per l’humanità non è il surriscaldamento del pianeta, ma il raffreddamento sistematico dell’intelligenza critica.»

Glossario dei termini tecnici:
* Falsificabilità: Criterio epistemologico formulato da Karl Popper secondo cui una teoria è scientifica solo se è formulata in modo tale da poter essere confutata da un’eventuale prova empirica contraria.
* Contro-fattuale: Costruzione logica o scenario ipotetico volto a determinare cosa sarebbe accaduto a un sistema in assenza di una specifica variabile indipendente, utilizzato per verificare i nessi di causalità.
* Astrologia statistica: Espressione dispregiativa utilizzata nel testo per denunciare l’uso di modelli computazionali probabilistici considerati arbitrari, accusati di fare profezie deterministiche prive di reale rigore scientifico.
* Ingegneria sociale: Pratica politica e sociologica volta a pianificare e manipolare in modo sistematico i comportamenti, i consumi e le strutture identitarie di una popolazione attraverso l’uso di incentivi, sanzioni e propaganda istituzionale.
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