Il dolore e la noia
I due nemici della felicità umana sono il dolore e la noia. Si può osservare inoltre che, nella misura in cui riusciamo ad allontanarci dall’uno, ci avviciniamo all’altra, e viceversa, sicché la nostra vita è davvero una oscillazione più o meno forte fra di essi. Ciò dipende dal fatto che entrambi stanno tra di loro in un rapporto di doppio antagonismo, uno esterno od oggettivo e uno interno o soggettivo. All’esterno infatti il bisogno e le privazione generano il dolore; invece la sicurezza e l’abbondanza generano la noia. In un individuo la sensibilità per l’uno è inversamente proporzionale a quella per l’altra, essendo tale sensibilità determinata dalla misura delle sue facoltà intellettuali.
L‘uomo intelligente mirerà in primo luogo all’assenza di dolore, a non subire molestie, ad avere pace e tempo libero, cercherà quindi un’esistenza tranquilla, modesta, ma il più possibile priva di turbamenti, e dopo una certa esperienza si sceglierà un’esistenza appartata e persino, se è uno spirito grande, la solitudine; perché quanto più uno possiede in sé stesso, tanto meno necessita ricevere dal mondo e tanto meno possono significare per lui tutti gli altri. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli.

Crediti
 • Arthur Schopenauer •
 • Consigli sulla felicità •
 • SchieleArt •   •  •

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