Il grafomane
La scrittura è il figlio miserabile. Il miserabile. Il tono di Socrate è talvolta accusatore e categorico, denuncia un figlio traviato e ribelle, un eccesso e una perversione, talvolta impietosito e condiscendente, compiange un vivo orbato, un figlio abbandonato dal padre. In ogni modo un figlio perduto. La cui importanza è proprio quella di un orfano, come di un parricida perseguitato, e talvolta ingiustamente.
La specificità della scrittura sarebbe dunque in rapporto con l’assenza del padre. (…) Dalla posizione di chi tiene lo scettro, il desiderio della scrittura è indicato, designato, denunciato come desiderio di essere orfani e come sovversione parricida. Questo pharmakon non è forse criminale, non è regalo avvelenato? Lo stato di quest’orfano di chi nessuna assistenza può prendersi il carico ricopre quello di un gràphein che, non essendo figlio di nessuno nell’atto stesso in cui si fa iscrizione, resta appena un figlio e non riconosce più le proprie origini: nel senso del diritto e del dovere.

Crediti
 Jacques Derrida
 La farmacia di Platone
 Pinterest •   • 




Quotes per Jacques Derrida

Non si dà essenza della donna in quanto la donna (si) apre/allontana spontaneamente. Essa inghiotte, deforma dal profondo, senza fine, senza fondo, ogni essenzialità, ogni identità, ogni proprietà. Ormai accecato, il discorso filosofico si inabissa - si lascia andare alla propria perdita. Non si dà verità della donna, ma in quanto questo scarto abissale della verità, questa non-verità, è la verità. Donna è un nome di questa non-verità della verità…  Sproni

Un fantasma non muore mai, ma resta sempre a venire e a rivenire.  Spettri di Marx

[…] La tolleranza è sempre la ragione del più forte, è un segno della sovranità; è il buon viso della sovranità che, dalla sua altezza, fa capire all'altro: non sei insopportabile, ti lascio un posticino a casa mia, ma non dimenticarlo, sei a casa mia…

L'informazione non informa sui fatti o dei fatti, ma informa i fatti.

L'uso del potere di Stato è originariamente eccessivo e abusivo. Come lo è, d'altronde, il ricorso al terrore e alla paura, che è sempre stata l'istanza estrema del potere sovrano dello Stato – in una forma implicita o esplicita, grossolana o sottile, foss'anche contrattuale e protettiva.