Il Libro della Grazia
Nell’Antico Testamento ebraico, il libro della giustizia divina, ci sono uomini, cose e discorsi descritti con uno stile così grandioso che le scritture greche e indiane non hanno nulla da contrapporgli. Ci si arresta con terrore e riverenza di fronte a queste portentose reliquie di ciò che una volta fu l’uomo, e si medita con tristezza sulla antica Asia, e sull’Europa, la sua piccola penisola avanzata, che vorrebbe assolutamente rappresentare di fronte all’Asia il «progresso degli uomini». Certo chi non è altro che un delicato e mite animale domestico e conosce solo bisogni da animale domestico (come i nostri uomini colti di oggi, compresi i cristiani del cristianesimo «colto»…), non deve meravigliarsi, né turbarsi di fronte a quelle rovine – il gusto per il Vecchio Testamento è una pietra di paragone per il «grande» e il «piccolo» -: forse egli sentirà sempre più vicino al suo cuore il Nuovo Testamento, il Libro della Grazia (in esso c’è molto dell’odore veramente dolciastro e muffoso proprio dei bigotti e delle anime limitate).

Crediti
 Friedrich Nietzsche
 Al di là del bene e del male
  L'essere religioso
 SchieleArt •   • 

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