leri mattina, domenica, scendendo in automobile a Francavilla, abbiamo incontrata una vecchia che camminava la strada polverosa, portandosi addosso, come un monumento nero, il pesante cumulo dei suoi abiti da festa. È Assunta, una contadina dei nostri ospiti. Scende ogni domenica all’alba da Ari e percorre a piedi i trenta chilometri che separano Ari da Pescara, e va a salutare un suo figliolo apprendista in una officina meccanica. Gli porta due uova, un po’ di cicciottella fresca, poi se ne ritorna a piedi piano piano, trascinando nella polvere quella sua torre di panni scuri, e a notte alta è novamente ad Ari.
Più che lodare questa costanza di madre, io domando perché la madre scende a vedere il figlio, e non sale il figlio piuttosto a vedere la madre?
Il passato è avido di avventure, ma senza reciprocità. Quel giovane apprendista stima probabilmente che tornando dalla città al paese, egli tradirebbe quel destino che, come la locomotiva, non ha occhi se non per guardare davanti a sé. […]
Ci fermiamo a bere a una fonte. Donne e ragazzi stanno intorno in positure anacreontiche, la conca poggiata sull’anca.
Ogni fonte è dispensiera di vita: questa per di più dispensa miracoli. Ma non lo dà a divedere, gli stessi miracolati rimangono nell’ignoranza. Ci dicono che non acqua di Fiuggi, né del Tettuccio, né di Chianciano eguaglia le virtù di quest’acqua che scorre libera e generosa a tutti. Ma perché sprecare un’acqua diuretica e purgativa per lavare l’insalata e risciacquare i panni? Il padrone di questa fonte si è convertito al buddismo e passa molte ore del giorno genuflesso davanti a un muro nudo, come davanti a un invisibile altare.
La razza degli Schopenhauer non è ancora spenta, e Budda insegna a prodigare il bene. Anche noi abbiamo bevuto lungamente alla fonte miracolosa, ma senza effetto.
Siamo noi dunque refrattari ai miracoli?
Corruzione del quotidiano ⋯
Non c'è più nulla di innocuo. Le piccole gioie, le espressioni di vita che sembrano esenti dal processo di produzione, sono le più corrotte.
Theodor Adorno Minima moralia
Filosofia, Teoria CriticaL'innovazione come virtù pubblica ⋯
In un sistema economico che misura la crescita del benessere con la crescita del prodotto interno lordo, l'innovazione diventa un valore in sé. Si identifica col concetto di miglioramento. Poiché le innovazioni cambiano di continuo la situazione esistente, la disponibilità al cambiamento assume un ruolo centrale nel sistema dei valori condivisi. Diventa una pubblica virtù. Viceversa, la resistenza nei confronti delle innovazioni diventa un vizio da sradicare, una manifestazione di chiusura mentale da ridicolizzare, un atteggiamento d'altri tempi senza diritto di cittadinanza nella modernità.
Maurizio Pallante La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal Pil
Decrescita, Critica economicaL'alba di una nuova epoca storica ⋯
Il Manifesto riconosce appieno il ruolo rivoluzionario giocato nel passato dal capitalismo. La prima nazione capitalistica è stata l'Italia. La conclusione del Medioevo feudale e l'inizio della moderna era capitalistica sono segnate da una figura grandiosa: è un italiano, Dante, l'ultimo poeta medievale e insieme il primo poeta della modernità. Come nel 1300, una nuova era è oggi in marcia. Sarà l'Italia a darci un nuovo Dante, che annuncerà la nascita di questa nuova era, l'era proletaria?
Friedrich Engels Prefazione all'edizione italiana del manifesto del partito comunista
Filosofia politica, Analisi storica, PrefazioneLa comunità rifugio effimero ⋯
La comunità oggi è un rifugio effimero dal terrore della solitudine. Ma ogni rifugio ha mura alte e porte sorvegliate. La sicurezza della comunità è pagata con il prezzo della libertà e dell'apertura all'altro.
Zygmunt Bauman Comunità. Alla ricerca di sicurezza in un mondo liquido
Sociologia, FilosofiaIl proletariato concentrato dalla fabbrica ⋯
Il sistema di fabbrica porta il proletariato in primo piano [...] Il proletariato si è trovato subito concentrato in masse enormi, mentre tra queste masse e l'autocrazia c'era una borghesia capitalistica, molto piccola nei numeri, isolata dal "popolo", per metà stranieri, senza tradizioni storiche, e ispirata solo dalla bramosia di guadagno.
Lev Trockij Risultati e prospettive
Marxismo, Teoria politica, Saggio storico
Fontamara di Ignazio Silone
Un classico della letteratura italiana che descrive la vita dei contadini abruzzesi nel periodo fascista. Silone racconta la loro lotta contro le ingiustizie sociali e la miseria, offrendo uno spaccato della società rurale del tempo. Il libro esplora tematiche come la povertà, la solidarietà e la resistenza, in un contesto che riflette la durezza della vita contadina ma anche la forza delle tradizioni.
La luna e i falò di Cesare Pavese
In questo romanzo, Pavese esplora il ritorno alle origini del protagonista, che dopo anni di lontananza, torna al suo paese natale nelle Langhe. Il romanzo tratta temi come la memoria, l’appartenenza e la ricerca di identità, ambientato in un contesto rurale che rispecchia il legame tra l’uomo e la terra, simile alla riflessione sulla madre e il figlio nel testo analizzato.
Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern
Un’opera autobiografica che narra l’esperienza dell’autore come soldato durante la ritirata di Russia nella Seconda Guerra Mondiale. Sebbene il contesto sia diverso, il libro affronta la resistenza, la sofferenza e la lotta per la sopravvivenza, temi che risuonano con la fatica e la devozione della madre descritta nel testo analizzato, evidenziando la resilienza umana.







Ancora nessun commento