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Ma non sappiamo come è. Lo vediamo poiché i nostri occhi sono capaci di produrlo. La bellezza (o l’orrore) è nello sguardo. Guardare non è solo un’operazione che genera il mondo così come lo conosciamo, ma dice anche (molto) di noi. Il processo di guardare è autobiografico. Quando parliamo – su qualunque cosa – raccontiamo la nostra vita. “Nessuno è più affascinante di colui che parla di se stesso“, diceva Oscar Wilde e, come sempre, aveva ragione. Viviamo scrivendo (disegnando, fotografando, scolpendo) le nostre memorie. Registriamo ciò che dimentichiamo, ciò che inventiamo.

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