Il bambino più uomo dell’uomo. Se è vero che tutti siamo ignorati, essenzialmente ignorati, dal momento che per un estraneo è impossibile entrare nella nostra pelle, coincidere anche solo per un attimo con il nostro tutto, il bambino sembra essere più ignorato degli altri, ed è una strana ignoranza. (…) Ma l’uomo è stato bambino. Lo è stato a lungo e, a quanto pare, invano. Qualcosa di essenziale, l’atmosfera interiore, quel non so che in grado di tenere insieme il tutto è svanito, e con esso l’intero mondo dell’infanzia. Il Tempo del bambino, quel Tempo così speciale, Tempo fisiologico creato da un’altra combustione, da un altro ritmo sanguigno e respiratorio, da un’altra velocità di cicatrizzazione, è per noi completamente perduto. L’uomo esce dall’ infanzia come da una malattia e non ha memoria della malattia: ne ha perduto il polso. E quand’anche ritrovassimo quel Tempo, continuerebbero a separarci dal bambino le diecimila verginità perdute. Niente separa e allontana quanto la perdita della verginità. Sguardi dell’infanzia, cosi particolari, ricchi di ciò che ancora non sanno, ricchi di vastità, di deserto, grandi per nescienza, sguardi non ancora legati, densi di tutto ciò che gli sfugge, pregni dell’ancora indecifrato. Sguardi da estraneo, giacché il bambino giunge nel proprio corpo come un estraneo. E’ l’ultimo arrivato nel teatro di posa, bisogna spiegargli tutto, come impostare la voce, dove guardare, dove mettere i piedi. E giunge estraneo anche nella nostra civiltà e sulla terra. Età delle domende. Età dell’oro e delle domande, ed è di risposte che muore l’uomo.
Se manca l'aura spargiamo i nostri effluvi ⋯
Se manca l’aura, almeno sparpagliamo i nostri effluvi.
Henri Michaux Conoscenza attraverso gli abissi
Poesia francese, Aforisma
L'orizzonte lontano della pittura cinese ⋯
La pittura cinese è la precisione, l'assenza d'impressionismo, di tremolio. Tra gli oggetti non c'è aria, ma un etere puro. Gli oggetti sono tracciati, sembrano dei ricordi. Sono loro, eppure sono assenti, come fantasmi delicati che il desiderio non ha chiamato. Il cinese ama soprattutto gli orizzonti lontani, ciò che non si può toccare.
L'europeo vuole poter toccare. L'aria dei suoi quadri è spessa. I suoi nudi sono quasi sempre sporcaccioni, anche nei soggetti tratti dalla Bibbia. Il calore, il desiderio, le mani li tastano
Henri Michaux Un barbaro in Asia
Saggistica, Critica d'arte, Letteratura di viaggio
La spartizione degli organi ⋯
La lingua si strappa violenta e se ne ritorna al mondo acquoso e il braccio d'improvviso non ascoltando che il proprio gesto se n'è andato nella notte.
Henri Michaux Un certo Piuma
Narrativa contemporanea, Prosa surrealista e frammenti poetici
La lenta vita organica delle cose ⋯
Grazie alle mobili e minute modulazioni dei suoi colori, che non sembravano stesi ma trapelati al posto giusto, oppure attecchiti naturalmente come muschi o muffe rare, le sue «nature quiete» dai toni tenui delle vecchie cose parevano essere maturate, avere un'età e una lenta vita organica, essere venute al mondo per graduali emanazioni.
Dei punti rossi cantavano con voce tenorile mentre tutto il resto era in sordina. Eppure la sensazione era quella di trovarsi in un sotterraneo, fra corsi d'acqua e paesaggi incantati, con l'anima di una crisalide.
Henri Michaux Passages
Poesia in prosa, Letteratura francese, Critica d'arte
La danza vitale sull'orlo della fine ⋯
Il filo si piega all'amore che lo doma, e nella morte il funambolo trova la vita della sua danza
Henri Michaux Lo spazio interiore
Poesia, Surrealismo, Letteratura francese
Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
Questa favola filosofica è la quintessenza della critica al mondo degli adulti, che hanno perso la capacità di vedere l’essenziale e sono ossessionati da cose senza importanza come i numeri. Il Piccolo Principe incarna lo sguardo vergine e interrogativo dell’infanzia, capace di vedere una pecora dentro una scatola. Il libro esplora la nostalgia per un mondo governato da una logica diversa, più vera, esattamente come il testo descrive il Tempo del bambino, un paradiso perduto a causa della rigidità delle risposte adulte.
I quaderni di Malte Laurids Brigge di Rainer Maria Rilke
Il romanzo è il diario di un giovane poeta che si sente un estraneo nella metropoli parigina. La sua ipersensibilità gli permette di percepire la realtà in modo frammentato e intenso, ma gli impedisce di costruire un’identità solida. Questa condizione di estraneità, di ultimo arrivato che deve imparare tutto, è un parallelo perfetto alla descrizione del bambino nel testo. Malte vive in un’età di domande perenni, lottando per dare un senso a un mondo che gli adulti danno per scontato.
L’idiota di Fëdor Dostoevskij
Il principe Myškin è un bambino-uomo, un essere la cui bontà, innocenza e trasparenza assoluta lo rendono un idiota agli occhi di una società cinica e calcolatrice. Egli possiede ancora quello sguardo non ancora legato, ricco di ciò che non sa, che il testo attribuisce all’infanzia. Il romanzo esplora tragicamente come questo mondo di verginità spirituale sia destinato a essere frainteso, ferito e infine distrutto dal mondo adulto, che non tollera una simile, disarmante alterità.



















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