
Le scienze sono scritture specifiche della verità, ma la filosofia, «scienza della verità», come dirà Aristotele, non ha e non può avere scrittura. Aspira piuttosto a governarla dal cuore della psychè.
La filosofia, così, è scienza e non è scienza. Lo è in quanto radice delle scienze e delle loro scritture veritative; non lo è perché se la filosofia diventa una scienza nel senso delle scienze, allora è perduta nel naturalismo (direbbe Husserl), nel dogmatismo e nella superstizione egizia di ogni corpo scritto: scrittura morta che produce la morte, cioè la morte del senso e il non-senso nichilistico. La filosofia si presenta come una scienza, ma come una scienza inattuabile, come un’«idea» e una meta impossibile; essa non è possesso, porto sicuro, metodo garantito, ma via, e ricerca infinita della Nuova Atlantide ο della nuova Siracusa.
Il non-senso nichilistico
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