Per tutta la vita ho cercato di capire dove si nascondesse la felicità. Ho avuto molto tempo per pensarci, nel pozzo dove mi tenevano rinchiuso giorno e notte, quando l’unico rumore era lo stillicidio dell’acqua che gocciolava dall’alto. In quei quattordici anni di prigionia ho capito che la ricchezza non è ciò che possiedi, ma ciò di cui puoi fare a meno.
Noi abbiamo dovuto vivere per molti anni prigionieri, e non avevamo quasi nulla. Poi, quando siamo usciti dal carcere, ci siamo resi conto che per vivere non avevamo bisogno di tante cose, ma di poco. Quindi non ci serviva una casa grande, non ci servivano i domestici, vivevamo come vive una persona comune in una famiglia comune del popolo uruguayano. E quando sono diventato Presidente, ho continuato a vivere come prima; e quando non sarò più Presidente, continuerò a vivere come prima. Perché lottiamo per essere liberi e non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano.
Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità. Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito. Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo. Ma la vita se ne sarà andata via… Oggi la gente sembra non accorgersene e si preoccupa soltanto di comprare e comprare e comprare, in una corsa infinita…
Non fraintendetemi, non sono contro il lavoro. Sono un contadino, ho zappato la terra sotto il sole e mi sono sporcato le mani. Il lavoro dà dignità. Ma oggi c’è una distorsione: abbiamo trasformato un mezzo in un fine. Lavoriamo non per vivere, ma per comprare. E compriamo per riempire un vuoto che la roba non può colmare. Questo è il paradosso del nostro tempo: abbiamo più oggetti che mai, eppure siamo più vuoti che mai.
La felicità non è una vetrina piena. È un tramonto visto in silenzio con una persona cara. È un libro letto sotto un albero. È il tempo rubato alle preoccupazioni per dedicarlo a ciò che ci fa sentire vivi. E nessuno può comprare questo tempo. Nessuno può comprare un bacio sincero. Nessuno può comprare il pianto di gioia di un figlio che ti abbraccia.
Per questo ripeto sempre che l’unica cosa che non si può comprare è la vita. La vita si consuma, e spenderla per comprare cose inutili è la sconfitta più grande. Perché è da miserabili consumare la vita per perdere la libertà. Sì, da miserabili. Perché chi riduce la propria esistenza a una fila interminabile di acquisti si dimentica di essere un miracolo. È come se un albero rinunciasse a dare frutti per accumulare foglie secche.
La crisi che viviamo non è economica, è spirituale. È una crisi di significato. Abbiamo costruito una società che ci spinge a correre sempre più veloce, ma non ci chiede mai dove stiamo andando. E così ci ritroviamo a viaggiare a grande velocità su un treno che non sappiamo dove è diretto.
Io propongo una rivoluzione gentile: cominciare a dire di no. Dire di no all’acquisto inutile, dire di no all’ennesimo oggetto che finirà in cantina, dire di no a una vita spesa in ufficio per pagare rate di cose che non ci servono. Non è una proposta radicale, è una proposta di buon senso. È tornare a vivere come vivevano i nostri nonni: con poco, ma con gioia. Con pochi oggetti, ma con tanti affetti. Con meno stress, ma con più tempo.
Questo è il messaggio che ho cercato di portare come presidente e che porto ancora oggi, come un vecchio contadino che ha visto troppo dolore per non amare ogni istante di pace. La felicità al potere non significa imporre la gioia con le leggi, ma costruire le condizioni perché ogni persona possa scegliere di vivere secondo i propri valori, senza essere schiava del denaro o del consumismo. La vera potenza è imparare a essere felici con poco.
La felicità al potere
Capitolo: L'impossibile costa sempre un po' di più
Pubblicato in Italia: Luglio 2018 - Prefazione: Omero Ciai - Curatore: Cristina Guarnieri e Massimo Sgroi - Traduzione: Cristina Guarnieri, Silvia Guarnieri e Filippo Puzio
SchieleArt • •
Un leader politico racconta come gli anni di prigionia abbiano rivelato l'importanza di vivere con poco. La felicità non risiede nel consumo compulsivo ma nel possesso del tempo. La società odierna vive una profonda crisi spirituale che può essere superata solo riscoprendo l'essenzialità e gli affetti veri contro la schiavitù del denaro.
L'affermazione della potenza contro la paura ⋯
Contro il pianto universale scelgo la potenza, un'affermazione che spezza le catene della paura
Friedrich Nietzsche La volontà di potenza
Filosofia tedesca, Volontà di potenza, Aforisma
La vita straordinaria dietro la creazione ⋯
Le lettere degli artisti rivelano non solo le loro preoccupazioni creative ma anche le difficoltà nel vivere una vita fuori dal comune.
Michael Bird Lettere di grandi artisti
Epistolario, Storia dell'arte, Biografia
Chi vede le cose come sono ⋯
Mascalzone che, a causa di un difetto alla vista, vede le cose come realmente sono e non come dovrebbero essere. Di qui l'abitudine diffusa fra gli Sciti di strappare gli occhi al cinico per migliorarne la visione.
Ambrose Bierce Il dizionario del diavolo
Satira, Filosofia, Dizionario umoristico
L'ascesi moderna ⋯
Ogni esercizio è una rivolta contro la gravità, un tentativo di strappare un frammento di libertà alla necessità della natura; l'acrobata sospeso nel vuoto non sta solo eseguendo un numero da circo, ma sta celebrando la liturgia laica di un'umanità che cerca il proprio cielo interiore.
Peter Sloterdijk Devi cambiare la tua vita
Filosofo contemporaneo, Saggistica filosofica
La felicità senza la sventura sarebbe indifferente ⋯
Surrealismo (1930) che esista un certo luogo dello spirito a partire dal quale la vita e la morte, il reale e l'immaginario, il passato e il futuro, il comunicabile e l'incomunicabile cessano di essere percepiti in modo contraddittorio. Aggiungerò: anche il Bene e il Male, il dolore e la gioia.
Sembra che si possa cogliere il male, ma solo nella misura in cui il bene può esserne la chiave. Se l'intensità luminosa del Bene non concedesse la sua tenebra alla notte del Male, il male non avrebbe più la sua attrattiva. È una verità difficile: colui che la intende sente rivoltarsi qualcosa in sé. Sappiamo tuttavia che gli oltraggi più forti alla sensibilità provengono da contrasti...La felicità senza la sventura che si lega ad essa come l'ombra alla luce sarebbe oggetto di una immediata indifferenza.
Georges Bataille La letteratura e il male
Post-strutturalismo, Filosofia
Consumismo: Sistema sociale ed economico fondato sulla spinta costante all’acquisto di beni non necessari che produce alienazione e vuoto spirituale nelle persone.
Libertà: Possibilità reale di disporre liberamente del proprio tempo per dedicarlo alle cose che motivano e donano un significato profondo alla esistenza.
Paradosso: Condizione contraddittoria del mondo moderno in cui la disponibilità infinita di oggetti materiali corrisponde a una drammatica povertà interiore e spirituale.
Rivoluzione gentile: Scelta consapevole di rifiutare l’acquisto superfluo per ritornare a uno stile di vita sobrio incentrato sugli affetti e sulla gioia.
Sobrietà: Virtù pratica che consiste nel saper vivere con il giusto limite ponendo un freno alle necessità materiali per salvaguardare la pace.
L’arte di vivere con semplicità di Shunmyo Masuno
Descrizione: Un maestro zen propone piccoli cambiamenti quotidiani per liberare la mente dalle preoccupazioni superflue e ritrovare la pace interiore suggerendo un cammino di armonia e consapevolezza fondato sulla essenzialità delle azioni e sul distacco autentico dagli oggetti materiali che affollano lo spazio vitale moderno.
La società del consumo di Jean Baudrillard
Descrizione: Un sociologo analizza in modo lucido le dinamiche alienanti del mondo contemporaneo dove gli oggetti diventano simboli di uno status sociale e gli individui smarriscono la propria identità in una corsa infinita verso il desiderio indotto che sostituisce i rapporti umani con i beni.
Lettera sulla felicità di Epicuro
Descrizione: Un filosofo antico offre una intramontabile guida per raggiungere la serenità dell’animo distinguendo i bisogni naturali e necessari da quelli superflui dimostrando come la vera gioia nasca dal saper godere delle cose semplici della vita in compagnia degli affetti veri.
- La prigionia come rivelazione: il trauma del confinamento solitario riconfigurato come origine della consapevolezza filosofica sulla vera ricchezza.
- L’equazione ontologica Libertà-Tempo: la teorizzazione del tempo come sostanza finita della vita e la condanna della subordinazione infinita ai bisogni materiali.
- La distorsione antropologica del lavoro: l’analisi della mutazione del lavoro da mezzo di emancipazione a dispositivo di schiavitù consumistica.
- La fenomenologia della felicità immateriale: la contrapposizione tra il valore d’uso dell’esistenza (baci, tramonti, affetti) e il valore di scambio delle merci.
- La diagnosi della crisi spirituale: lo smascheramento della crisi contemporanea come deficit di significato e velocità afinalistica.
- Il manifesto della rivoluzione gentile: la proposta programmatica del ‘no’ consapevole e la rifondazione della prassi politica sul principio della sobrietà.
- Il tempo come valuta esistenziale: l’idea che la libertà non sia un concetto astratto, ma la quantità di tempo sottratta al mercato.
- Il riduzionismo consumistico: la critica alla mercificazione dei sentimenti e all’illusione di poter colmare i deficit spirituali con l’accumulo di roba.
- La sobrietà repubblicana: la coerenza antropologica del leader che rifiuta l’estetica del potere per mantenere il legame organico con il proprio popolo.
- La patologia della velocità: la denuncia di un sistema sociale che glorifica l’efficienza quantitativa a discapito della riflessione qualitativa.
- La pedagogia del rifiuto: l’atto del ‘dire di no’ elevato a forma suprema di resistenza politica e di igiene mentale collettiva.
- Citazione chiave 1: ‘La ricchezza non è ciò che possiedi, ma ciò di cui puoi fare a meno.’
- Citazione chiave 2: ‘La libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano.’
- Citazione chiave 3: ‘Perché è da miserabili consumare la vita per perdere la libertà. Sì, da miserabili.’
- Glossario – Legge della necessità: Lo stato di subordinazione in cui l’individuo aliena il proprio tempo vitale attraverso il lavoro coatto, al solo scopo di soddisfare bisogni materiali elementari o indotti dal sistema economico.
- Glossario – Rivoluzione gentile: Prassi di resistenza politica non violenta basata sulla riappropriazione della sovranità individuale attraverso il consumo critico, la limitazione cosciente degli acquisti e il ripristino dei legami comunitari.
- Glossario – Sobrietà al potere: Modello di governance etica in cui i rappresentanti dello Stato rifiutano l’apparato monumentale e i privilegi economici della carica per rispecchiare le condizioni di vita delle classi popolari, preservando la propria indipendenza intellettuale.



















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