Il pericolo del tradimento della solitudineTradire la propria solitudine è tradire sé stessi e tradire la propria solitudine può rivelarsi estremamente pericoloso. Si cerca un altro, un punto esterno a noi, per soffocare la tristezza, per avvolgere la solitudine: prevalgono la paura e l’ansia… Non c’è nulla di patologico nel cercare incoraggiamento nell’amicizia e nell’amore degli altri, direi anzi che si tratta di una manifestazione di piena salute; è di altro, però che stiamo parlando, dell’incapacità totale di fondare la propria esistenza intorno a un centro interiore e della compulsione a riempire sempre il proprio vuoto con punti di riferimento esterni, siano essi gli altri, il lavoro, le droghe e ogni altra forma di addiction. Il tradimento che questo modo di vita sottende si caratterizza come duplice: in primo luogo viene tradito il pianto dentro di noi, il pianto che si sforza penosamente di comunicarci qualcosa, proprio come un bambino inascoltato; in secondo luogo vengono traditi gli altri, quelli cui ci rivolgiamo per farci riempire un po’: in questo caso infatti per noi interessante è non tanto l’altro, con la sua umanità, ma il fatto che egli ci possa gratificare con la sua prestazione di presenza. Ci interessa soltanto soverchiare la tristezza con il rumore.

Crediti
 Aldo Carotenuto
 Amare Tradire
  Quasi un'apologia del tradimento
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Quotes per Aldo Carotenuto

Smarrito nel labirinto, Arione impara dolorosamente a trovare, tra le mille strade che a ogni passo gli si aprono dinanzi, l'unica che è la sua. La paralisi lentamente si scioglie quando comprende che la soluzione non sta nel fuggire dal labirinto, ma nell'imparare a percorrerlo.

L'elemento dionisiaco esprime l'enorme potere delle nostre dimensioni più arcaiche, più primitive. In quanto tali però, queste dimensioni sono le più vicine alla vita, ma la loro forza è talmente grande da suscitare in noi un autentico terrore. Per fronteggiare questa paura siamo allora portati a «trattenerci», a reprimerci e a sforzarci di vivere esclusivamente la dimensione apollinea.  L'anima delle donne

Jung diceva spesso che ogni volta che un paziente bussa alla nostra porta ci consegna una briciola del proprio destino, e in quella briciola potremmo con sorpresa intravedere la geometria dell'universo.

L'individuo si ammala quando il divario tra la sua originaria e originale natura e quanto egli ha assorbito per imitazione e identificazione, diventa incolmabile. Per tornare ad essere un individuo, cioè non-diviso, deve percorrere un cammino che può comportare anche la nevrosi, il disagio, la sofferenza psichica.

Nessuno può amare pensando che quell'amore finisca, nessuno può amare pensando di morire o che quella esperienza sia limitata nel tempo. Ecco perché è profondamente giustificata, allorché quel rapporto si spezza, la nostalgia, la sofferenza per qualcosa che è andato davvero perduto, in quanto nessun nuovo incontro potrà ridare vita a quella realtà.