Penso che l’idea che il piacere fisico provenga sempre dal piacere sessuale, e l’idea che il piacere sessuale sia la base di tutti i piaceri possibili, sia qualcosa di veramente sbagliato.
Le pratiche S/M [ad esempio] inventano nuove possibilità di piacere utilizzando alcune parti inusuali del corpo – erotizzando questo corpo. Penso che in questo abbiamo una sorta di creazione, di impresa creatrice, una delle cui principali caratteristiche è quel che io chiamo la desessualizzazione del piacere.
La possibilità di utilizzare il nostro corpo come possibile fonte di una moltitudine di piaceri è qualcosa di molto importante. Se si considera, ad esempio, la costruzione tradizionale del piacere, si constata che i piaceri fisici, o piaceri della carne, sono sempre il bere, il cibo e il sesso. Ed è a questo, sembra, che si limita la nostra comprensione del corpo, dei piaceri.
Ciò che mi avvilisce, ad esempio, è il fatto che si consideri sempre il problema delle droghe esclusivamente in termini di libertà e di proibizione. Penso che le droghe dovrebbero diventare un elemento della nostra cultura. In quanto fonte di piacere. Dobbiamo studiare le droghe. Dobbiamo fabbricare delle buone droghe – capaci di produrre un piacere molto intenso. Penso che il puritanesimo che viene adottato a proposito della droga – un puritanesimo che implica si sia a favore o contro la droga – sia un atteggiamento errato.
Il piacere deve far parte della nostra cultura. È molto interessante osservare, ad esempio, che, da secoli, la gente – ma anche i medici, gli psichiatri e pure i movimenti di liberazione – hanno sempre parlato di desiderio e mai di piacere. «Dobbiamo liberare il desiderio», dicono. No! Noi dobbiamo creare piaceri nuovi. Allora forse il desiderio seguirà.

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