Il processo

Un sogno

In un deserto dell’Iran c’è una torre di pietra non molto alta che non ha né porte né finestre. Nell’unica stanza della torre (pavimento sporco a pianta circolare) ci sono una scrivania di legno e una panchina. In questa cella circolare un uomo che mi somiglia sta scrivendo in un alfabeto che non conosco un lungo poema su un uomo che in un’altra cella circolare sta scrivendo un poema su un uomo che in un’altra cella circolare… Il processo è infinito, e nessuno saprà mai che cosa stanno scrivendo i prigionieri.
• Jorge Luis Borges •

Con questo tribunale «composto solo di donnaioli», dice K. nel dialogo del Duomo, «le donne hanno molto potere». Ma, come tutto il resto, non hanno alcun significato «trascendente», e anzi qui funzionano come simbolo di quel nulla di senso nel quale – in ciò forse la salvezza – K. dovrebbe imparare a vivere.

Il processo è un romanzo incompiuto di Franz Kafka, pubblicato per la prima volta nel 1925. È la storia surreale di un impiegato di nome Josef K. che viene accusato, arrestato e processato per motivi misteriosi.

Davanti alla legge c’è un guardiano. Davanti a lui viene un uomo di campagna e chiede di entrare nella legge. Ma il guardiano dice che ora non gli può concedere di entrare. L’uomo riflette e chiede se almeno potrà entrare più tardi. può darsi risponde il guardiano, ma per ora no. Siccome la porta che conduce alla legge è aperta come sempre e il custode si fa da parte, l’uomo si china per dare un’occhiata, dalla porta, nell’interno. Quando se ne accorge, il guardiano si mette a ridere: Se ne hai tanta voglia prova pure a entrare nonostante la mia proibizione. Bada, però: io sono potente, e sono soltanto l’infimo dei guardiani. Davanti a ogni sala sta un guardiano, uno più potente dell’altro. Già la vista del terzo non riesco a sopportarla nemmeno io. L’uomo di campagna non si aspettava tali difficoltà: la legge, pensa, dovrebbe pur essere accessibile a tutti e sempre, ma a guardar bene il guardiano avvolto nel cappotto di pelliccia, il suo lungo naso a punta, la lunga barba tartara, nera e rada, decise di attendere piuttosto finché non abbia ottenuto il permesso di entrare. Il guardiano gli dà uno sgabello e lo fa sedere di fianco alla porta. Là rimane seduto per giorni e anni.

 ⋯

Fa numerosi tentativi per passare e stanca il guardiano con le sue richieste. Il guardiano istituisce più volte brevi interrogatori, gli chiede notizie della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande prive di interesse come le fanno i gran signori, e alla fine gli ripete sempre che ancora non lo può fare entrare. L’uomo che per il viaggio si è provveduto di molte cose dà fondo a tutto per quanto prezioso sia, tentando di corrompere il guardiano. Questi accetta ogni cosa, ma osserva: Lo accetto soltanto perché tu non creda di aver trascurato qualcosa. Durante tutti quegli anni l’uomo osserva il guardiano quasi senza interruzione. Dimentica gli altri guardiani e solo il primo gli sembra l’unico ostacolo all’ingresso della legge. Egli maledice il caso disgraziato, nei primi anni ad alta voce, poi quando invecchia si limita a brontolare tra sé. Rimbambisce e siccome studiando per anni il guardiano conosce ormai anche le pulci del suo bavero di pelliccia, implora anche queste di aiutarlo e di far cambiare opinione al guardiano. Infine il lume degli occhi gli si indebolisce ed egli non sa se veramente fa più buio intorno a lui o se soltanto gli occhi lo ingannano. Ma ancora distingue nell’oscurità uno splendore che erompe inestinguibile dalla porta della legge. Ormai non vive più a lungo.

 ⋯

Prima di morire tutte le esperienze di quel tempo si condensano nella sua testa in una domanda che finora non ha rivolto al guardiano. Gli fa un cenno poiché non può ergere il corpo che si sta irrigidendo. Il guardiano è costretto a piegarsi profondamente verso di lui, poiché la differenza di statura è mutata molto a sfavore dell’uomo di campagna. Che cosa vuoi sapere ancora? chiede il guardiano, Sei insaziabile. L’uomo risponde: Tutti tendono verso la legge, come mai in tutti questi anni nessun altro ha chiesto di entrare?. Il guardiano si rende conto che l’uomo è giunto alla fine e per farsi intendere ancora da quelle orecchie che stanno per diventare insensibili, grida: nessun altro poteva entrare qui, perché questo ingresso era destinato soltanto a te. Ora vado a chiuderlo.

Crediti
 • Frank Kafka •
 • La lettura del Processo •
  • Libro saturo di infelicità e di poesia, lascia mutati: più tristi e più consapevoli di prima. •
 • Pinterest •   •  •

Similari
 ⋯ Il caso Nietzsche
869% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯

Friedrich NietzscheUn nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
368% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯

 ⋯ Sapere di non essere
357% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯

 ⋯ Impero, vent’anni
348% Autori VariPolitica
Vent’anni fa, quando è stato pubblicato il nostro libro Impero, i processi economici e culturali della globalizzazione erano al centro della scena: tutti potevano vedere che stava emergendo qualcosa come un nuovo ordine mondiale. Oggi la globalizzazione è⋯

La sfera delle stelle fisse
343% AstrofisicaMargherita Hack
Cos’è l’universo? Beh, l’universo è tutto quello che possiamo osservare.Certo che l’universo degli antichi era molto, ma molto più piccolo, molto più casereccio del nostro: c’era la Terra al centro, la Luna, il Sole, i pianeti fissi su delle sfere cristal⋯

 ⋯ Il Codice di Hammurabi
297% ArticoliStorieWikipedia
Quando Anu il Sublime, Re dell’Anunaki, e Bel, il signore di Cielo e terra, che stabilirono la sorte del paese, assegnarono a Marduk, il pantocratore figlio di Ea, Dio della giustizia, il dominio su ogni uomo sulla faccia della terra, e lo resero grande f⋯