Egon Schiele ⋯
Il principio di carità per Donald Davidson è la condizione di possibilità affinché avvenga l’interpretazione. Consiste principalmente nel concedere da parte dell’interprete sensatezza e verità al parlante. Una sorta di assegno in bianco. Affinché l’interpretazione avvenga è necessario siano presenti l’interprete e il parlante e che entrambi dialoghino partendo da un accordo di fondo che deve essere concesso, la carità, per poi individuare e comprendere il senso e la verità della credenza che in quel momento è l’oggetto preciso dell’interpretazione. L’interpretazione serve quindi a capire.
Questa è la teoria che propone Davidson e di conseguenza la carità assume per lui un significato filosofico preciso: Davidson riprende il principio di carità dall’uso che ne fa Quine nel campo della traduzione. Nel senso più generale possibile, il principio di carità è la concessione di razionalità e verità data a chi parla da parte di chi lo vuole capire, comunemente assegnando il significato che l’interprete ritiene migliore.

Crediti
 • Chiara Sulis •
 • Il principio di carità in Donald Davidson •
  • Tra analisi concettuale e interpretazioni storiche •
 • SchieleArt •   •  •

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