Il re Mida
L’antico mito racconta di come il re Mida abbia dato la caccia per molto tempo al saggio Sileno, il seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando infine gli cadde tra le mani, il re chiese quale fosse la cosa in assoluto migliore e maggiormente desiderabile per gli uomini. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal sovrano, con un riso stridulo erompe in queste parole:

Miserabile stirpe d’un giorno, figli del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te sarebbe vantaggiosissimo non sentire? La cosa in assoluto migliore per te è del tutto irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la seconda cosa migliore per te è – morire presto.

Il Greco riconosceva e percepiva l’orrore e lo spavento dell’esistenza: perciò, per poter vivere, egli dovette rappresentarsi davanti ad essa la splendente creazione di sogno degli dei olimpici.
Per poter vivere, i Greci dovettero creare questi dei a causa del più profondo bisogno; questo processo dobbiamo rappresentarcelo così: dall’originario ordinamento divino titanico basato sul terrore si sviluppò, tramite lente evoluzioni, l’ordinamento divino olimpico della gioia, grazie all’impulso apollineo verso la bellezza: come rose sbocciate da cespugli spinosi. Come avrebbe potuto altrimenti sopportare l’esistenza un popolo dalla sensibilità così ricettiva, dai desideri così travolgenti, così unicamente dotato per il dolore, se essa non gli si fosse mostrata, nei suoi dei, circonfusa di una gloria superiore?
Così gli dei giustificano l’esistenza umana, vivendola essi stessi. L’esistenza sotto la chiara luce del sole di questi dei viene considerata come meritevole di essere desiderata, e l’autentico dolore degli uomini omerici si riferisce al doversene congedare, soprattutto al prematuro congedo da essa: così che adesso di loro si potrebbe dire, capovolgendo la saggezza del Sileno, che la cosa peggiore in assoluto per loro è morire presto, la seconda cosa peggiore è dover comunque morire.

Crediti
 • Friedrich Nietzsche •
 • La nascita della tragedia •
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