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Insomma, per allontanare la minaccia terribile del riarmo e della guerra non servono né congressi né conferenze né trattati né tribunali internazionali: serve solo l’annientamento di quella violenza organizzata che si fa chiamare governo e che è la causa delle peggiori miserie dell’umanità. E per realizzare ciò occorre rendersi conto che il sentimento nazionale, base dello stato, è un sentimento rozzo, deleterio, ignominioso, ma soprattutto immorale.
È un sentimento rozzo perché proprio di chi si trova al più basso grado di coscienza, di chi si prepara ad usar violenza e dagli altri nient’altro si attende che violenza.
È un sentimento deleterio perché viene a turbare i vantaggiosi pacifici rapporti tra popoli e dà ragion d’essere a organizzazioni internazionali di controllo, abitualmente asservite al peggiore di tutti.
È un sentimento ignominioso perché riduce gli uomini non solo a schiavi ma a galli da combattimento, a tori da corrida, a gladiatori da circo, li riduce a sacrificare energia e vita non per i loro scopi ma er gli scopi del governo.
È un sentimento immorale perché sotto la sua influenza tutti gli individui credono di appartenere a una nazione, di dovere obbedienza a un governo, invece che di appartenere all’umanità […].
Così, sotto l’influenza del sentimento nazionale si commettono azioni contrarie alla propria intelligenza e alla propria coscienza. Se tutti si renderanno conto di queste cose, quegli orribili incatenamenti umani chiamati governi cadranno a pezzi da sé, e con essi scompariranno molti dei mali inutili e artificiosi che oggi purtroppo affliggono il mondo.
Ma che succederà senza più governi? ci si domanda abitualmente.
Nulla succederà. Succederà che sparirà qualcosa già da tempo non più indispensabile e quindi inutile e dannosa.
Ma senza governo la gente si userà violenza e si ucciderà a vicenda!
Perché poi? Perché dovrebbe seguire violenza alla scomparsa di un’organizzazione che proprio grazie alla violenza è nata e sulla violenza ha prosperato di generazione in generazione? Si dovrebbe piuttosto supporre che la scomparsa dell’organo della violenza porti a una diminuzione della violenza stessa: non ci saranno più persone educate e allenate apposta per uccidere, non ci saranno più organizzazioni di morte, non ci sarà più il dovere di morte per lo stato. E se tuttavia forme di violenza dovessero persistere, esse sarebbero senz’altro più irrilevanti di oggi, che abbiamo organizzazioni create appositamente per l’esercizio della violenza e leggi dichiaranti sacro dovere certe forme di assassinio. La distruzione dei governi non farà che eliminare le associazioni a delinquere legali e la violenza in quanto negatrice dei diritti umani […] Ma se pure la mancanza di governo dovesse provocare tumulti e conflitti interni, ciononostante le condizioni popolari non potrebbero che migliorare, essendo difficilmente immaginabile una situazione peggiore della odierna.

Crediti
 • Lev Nikolàevič Tolstòj •
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