Il soggetto della storia
L’errore più comune è pensare che la tecnologia sia solo uno strumento a nostra disposizione. La tecnologia invece è diventata il soggetto della storia. La tecnica non è mai neutrale, perché crea un mondo con determinate caratteristiche, che non possiamo evitare di assimilare e che ci trasformano.
La tecnica ha una razionalità elementare, ma prepotentissima, cioè quello di raggiungere il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi e le uniche caratteristiche che vengono chieste all’uomo sono l’efficienza e la produttività. Il rischio è di mettere fuori gioco tutto quello che ci rende veramente umani. Perché l’uomo non è solo razionalità, ma anche irrazionalità, fantasia, immaginazione, desiderio, sogno, ma ciò che fuoriesce dalla logica della tecnica, diventa elemento di disturbo.

Crediti
 Umberto Galimberti
 Psiche e techne
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Quotes per Umberto Galimberti

Alle persone tristi consiglio la massima storica substine et abstine. Reggi la sofferenza e astieniti dal metterla in scena. Gli stoici la indicavano come forma da acquisire per rafforzare il carattere. Io la consiglio per non perdere gli amici che dopo un Su, forza! ti evitano per non contaminarsi con il tuo dolore, o più semplicemente perché hanno perso la capacità di partecipare al dolore degli altri (finché non capita a loro).

È nel trend della nostra cultura separare sempre di più i nostri atti dalle nostre emozioni, che li accompagnerebbero se ci fosse consentito esprimere i nostri sentimenti e non solo, alla perfezione, le nostre asettiche prestazioni.

Come si può pensare di educare i ragazzi a scuola leggendo i Promessi Sposi? Un libro il cui messaggio è: la provvidenza fa la storia. Si insegna la passività più totale. Si parla con le parole del cristianesimo puro: auspico, spero. Si insegna che il passato è male, il presente è di redenzione e il futuro di speranza. Ma cosa c’è da sperare? Il futuro non è un tempo che porta rimedio.

E allora se a te ti aiuta andare a Lourdes, se a te ti aiuta Padre Pio, se ti aiuta la speranza, se ti aiuta le fede, la credenza nell'immortalità, perché te la devo togliere? Ma io te le lascio tutte queste cose che ti aiutano a vivere! Però non posso negare che sono illusioni. Illusioni per vivere. Punto.

La conseguenza della società della produzione e dell’efficienza è l’inaridimento della vita interiore, la desertificazione della vita emozionale, pur di rispondere al profilo che l’algoritmo che ci ha scelto ha elaborato per noi, non per sapere chi siamo, ma a cosa serviamo.