Il sogno nietzschiano di un uomo sovrano e libero
Il valore che Nietzsche affermava non cessa di avere un carattere universale: l’emancipazione che intendeva non era quella di una classe rispetto alle altre, ma quella della vita umana, sotto forma dei suoi migliori rappresentanti, rispetto alle servitù morali del passato. Nietzsche sognava un uomo che non fuggisse più da un destino tragico, ma che lo amasse e lo incarnasse volontariamente, che non mentisse più a sé stesso e che si elevasse al di sopra del servilismo sociale. Questo tipo di uomo sarebbe diverso dall’uomo attuale, che solitamente si confonde con una funzione, ovvero solo una parte della possibilità umana; in una parola, sarebbe l’uomo completo, liberato dalle servitù che ci limitano. Nietzsche non voleva definire questo uomo libero e sovrano, a metà strada tra l’uomo moderno e il superuomo. A ragione, pensava che non si può definire ciò che è libero. Niente è più vano che assegnare, limitare ciò che ancora non è: bisogna volerlo, e volere il futuro significa riconoscere innanzitutto il diritto che ha il futuro di non essere limitato dal passato, di essere il superamento del conosciuto.

Crediti
 Georges Bataille
 SchieleArt •   • 




Quotes per Georges Bataille

Nella misura in cui le esistenze appaiono perfette e compiute, rimangono separate, chiuse su sé stesse. Si aprono soltanto attraverso la ferita, che è in loro, del non compimento dell'essere.
Ma attraverso quel che si può chiamare non compimento, nudità animale, ferita, esseri innumerevoli e separati gli uni dagli altri comunicano e nella comunicazione dall'uno all'altro prendono vita, perdendosi.  L'amicizia

Negare la volontà per dissolversi nell'abbondono… ciò che ne emerge è di arroventata lucidità.
Vedo ciò a cui il discorso non giunse mai. Sono aperto, breccia spalancata, all'inintelligibile cielo e tutto in me precipita, si accorda in un disaccordo ultimo, rottura di ogni possibile, bacio violento, ratto perdita nella completa assenza del possibile, nella notte opaca e morta, eppure luce non meno inconoscibile, accecante nel profondo del cuore.

Ogni essere umano dovrebbe perdere la testa almeno una volta nella vita.

Il gioco dell'amore è talmente aperto (autentico, esso ci propone così gravi pericoli) che, per la maggior parte del tempo, noi abbiamo paura. Il più delle volte noi non concediamo che brevi istanti alla prodigalità smisurata e alla eccitazione. Soprattutto, solo timidamente avanziamo su questa via davvero sacra, che attraversa il regno dell'angoscia e della paura.

Ma qualunque sia il ruolo svolto nell'erezione dal piede, l'uomo, che ha la testa leggera, cioè elevata verso il cielo e le cose del cielo, lo guarda come uno sputo col pretesto che egli ha questo piede nel fango.