Tale misura dovrà esser tanto più grande quanto più il cervello sarà sviluppato ed attivo; però oltrepassarla sarebbe semplicemente uno sprecare il tempo, perocché allora il sonno perde in intensità ciò che guadagna in estensione. Si veda Il mondo come volontà e come fenomeno II, 247. — 3° ed. II, 275. Il sonno è una piccola porzione di morte che noi prendiamo a prestito anticipando (*) e col cui mezzo riguadagniamo e rinnovelliamo la vita consumata nello spazio di un giorno. Le sommeil est un emprunt fait à la mort. Il sonno prende a prestito dalla morte per mantenere la vita. Oppure esso è l’interesse pagato provvisoriamente alla morte, che rappresenta il pagamento completo del capitale. Il rimborso totale è chiesto con un ritardo tanto più lungo quanto più l’interesse è alto e pagato regolarmente. (Nota di Schopenhauer).
(*) In italiano nel testo originale. (Nota del Trad.) In generale persuadiamoci bene del fatto che il nostro pensare non è altro che la funzione organica del cervello, e che quindi esso si conduce, in quanto riguarda la fatica e il riposo, in modo analogo a quello di qualunque altra attività organica. Uno sforzo eccessivo stanca il cervello come stanca gli occhi. Si è detto con ragione: Il cervello pensa come lo stomaco digerisce. L’idea di un’anima immateriale, semplice, essenzialmente e costantemente pensante, quindi instancabile, che sarebbe come allogata a pigione nel cervello, e che non avrebbe bisogno di cosa alcuna al mondo, una tale idea ha certamente spinto più di qualcheduno ad una condotta insensata, condotta che ha rintuzzato le sue forze intellettuali; Federico il Grande, per esempio, non ha tentato una volta di disavvezzarsi totalmente dal sonno? I professori di filosofia dovrebbero bene non incoraggiare simili illusioni, dannose anche in pratica, col loro sistema ortodosso di filosofia da cannocchia Katechismusgerechtseynwollende Rocken-Philosophie. Bisogna apprendere a considerare le forze intellettuali quali funzioni fisiologiche allo scopo di saperle usare, risparmiare od affaticare a proposito; si deve ricordarsi che ogni dolore, ogni disagio, ogni disordine in una parte qualunque del corpo, impressiona lo spirito. Per convincersi pienamente di tale verità bisogna leggere: Cabanis, I rapporti del fisico e del morale nell’uomo.
Si è per aver trascurato di seguire questo consiglio che molte menti sublimi e molti grandi scienziati, sono caduti da vecchi nell’imbecillità, nell’infanzia e insino nella follia.
Se, per esempio, celebri poeti inglesi del nostro secolo, quali Walter Scott, Wordsworth, Southey, e vari altri, giunti a tarda età, e pur anche fino dalla sessantina, sono divenuti intellettualmente ottusi ed inetti, e talvolta imbecilli, senza dubbio bisogna attribuirlo al fatto che sedotti da stipendi elevati, hanno tutti esercitato la letteratura come un mestiere scrivendo per del danaro. Un tal mestiere conduce ad una fatica contro natura: chiunque sottomette il proprio Pegaso al giogo e spinge avanti la Musa colla frusta dovrà espiarne la colpa nella stessa maniera di colui che ha reso un culto forzato a Venere. Io credo che lo stesso Kant, in età avanzata, già divenuto celebre, si sia dato ad un lavoro eccessivo ed abbia provocato così quella seconda infanzia in cui passò i suoi ultimi quattro anni di vita.
Ogni mese dell’anno ha un’influenza speciale e diretta, vale a dire indipendente dalle condizioni meteorologiche, sulla nostra salute, sullo stato generale del nostro corpo, ed insino sullo stato del nostro spirito.
Filosofia da cannocchia: Termine dispregiativo usato da Schopenhauer per indicare la filosofia accademica e dogmatica che sostiene l’esistenza di un’anima immateriale ignorando le basi fisiologiche del pensiero.
Pegaso: Metafora mitologica del genio poetico e creativo che non dovrebbe mai essere aggiogato per fini commerciali o costretto a produrre per denaro pena l’esaurimento delle facoltà mentali.
Prestito dalla morte: Definizione poetica e filosofica del sonno inteso come un’anticipazione temporanea dello stato di morte necessaria per pagare l’interesse sul capitale della vita e permetterne la continuazione.
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Un’opera fondamentale del materialismo medico francese che Schopenhauer raccomanda esplicitamente. Cabanis dimostra come ogni stato mentale sia strettamente legato alle condizioni fisiologiche dell’organismo, smentendo l’idea di un’anima indipendente dal corpo. Il libro sostiene che il cervello secerne il pensiero come il fegato secerne la bile, fornendo la base scientifica per l’argomentazione schopenhaueriana sulla necessità di trattare l’intelletto come un organo fisico.
Critica della ragion pura di Immanuel Kant
Il capolavoro della filosofia moderna il cui autore viene citato da Schopenhauer come esempio tragico di declino mentale dovuto al sovraccarico di lavoro. Sebbene l’opera sia un monumento alla potenza del pensiero, la biografia di Kant negli ultimi anni (la sua seconda infanzia) serve da monito contro l’abuso delle facoltà intellettuali. Il riferimento evidenzia il paradosso di una mente sublime che crolla per non aver rispettato i limiti fisiologici del cervello.
La vita di Walter Scott di John Gibson Lockhart
Una biografia dettagliata del celebre scrittore scozzese citato da Schopenhauer tra coloro che hanno rovinato il proprio ingegno scrivendo per denaro. Il libro documenta l’incredibile produttività di Scott negli ultimi anni per ripagare i debiti, uno sforzo immane che lo condusse all’esaurimento fisico e mentale. È una testimonianza concreta dei pericoli del mestiere letterario denunciati dal filosofo tedesco.

























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