Il sorriso isterico
Bacon ha dipinto alcuni tra i sorrisi più belli di tutta la pittura, che assolvono una stranissima funzione, quella cioè di assicurare il dileguamento del corpo… È proprio in funzione di questo sorriso che il viso si disfa, come sotto l’azione di un acido che corrode il corpo… Ciò vale ancor più per il sorriso beffardo, quasi intollerabile, insopportabile, del Papa del 1954 o dell’uomo seduto sul letto: si avverte che deve sopravvivere alla cancellazione del corpo… Come chiamare una cosa simile? Bacon suggerisce di definire questo sorriso isterico. Sorriso abominevole, abiezione del sorriso.

Crediti
 Gilles Deleuze
 Logica della sensazione
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Quotes per Gilles Deleuze

Nessuno conosce in anticipo gli affetti di cui è capace.

Avere fiducia nel mondo è ciò che più ci manca: abbiamo completamente smarrito il mondo, ne siamo stati spossessati. Avere fiducia nel mondo vuole anche dire suscitare eventi, per piccoli che siano, che sfuggano al controllo, oppure dare vita a nuovi spazi-tempo, anche di superficie e volume ridotti. […] La capacità di resistenza o, al contrario, la sottomissione a un controllo si giudicano a livello di ciascun tentativo.  Pourparlers

Nello spazio neo-gotico dei film dell'orrore, Terence Fisher porta all'estremo quest'autonomia dell'immagine-affezione allorché fa perire Dracula inchiodato al suolo, ma in congiunzione virtuale con le pale di un mulino in fiamme che proiettano l'ombra di una croce proprio sul luogo del supplizio (Le spose di Dracula).

Resta il fatto che nel divenire la terra ha perduto ogni centro, non solo in sé stessa, non ha più centro attorno a cui girare. I corpi non hanno più centro, salvo quello della propria morte quando sono esauriti, e raggiungono la terra per dissolversi. La forza non ha più centro proprio perché è inseparabile dal rapporto con altre forze.

Ad ogni tipo di società si può far cor­ri­spon­dere un tipo di mac­china: le mac­chine sem­plici o dina­mi­che per le società di sovra­nità, le mac­chine ener­ge­ti­che per quelle disci­pli­nari, le ciber­ne­ti­che e i com­pu­ter per le società di con­trollo. Ma le mac­chine non spie­gano nulla, si devono invece ana­liz­zare i con­ca­te­na­menti col­let­tivi di cui le mac­chine non sono che un aspetto.