Il trionfo della bestia
Perdendo il senso della natura-physis e del suo ordine, abbiamo perso l’unico fondamento veramente universale su cui costruire il senso della giustizia. Senza di esso si ha, come scriveva Giordano Bruno nel 1584, il trionfo della Bestia. I nostri giorni sono attraversati da un cinico trionfo di piccole bestie immonde, a cui la ragione non ha più argomenti da contrapporre. Perché uno dovrebbe essere giusto, onesto, fedele? Quali sono gli argomenti per spiegarlo ai nostri ragazzi? E quali per spiegarlo a noi stessi? Le parole che l’umanità ha da sempre ritenuto più sacre, quali ordine, legge, fedeltà, famiglia, onore, giustizia, patria, pudore, ragione appaiono logore e vilipese. Come uscirne? Ci rendiamo conto del livello dei nostri politici, di noi italiani di inizio XXI secolo? Purtroppo, la verità è che ogni popolo ha i politici, e le televisioni, che si merita. Quando scrisse Lo spaccio della bestia trionfante Giordano Bruno, proseguendo dialetticamente l’impresa speculativa iniziata da Tommaso d’Aquino che aveva posto la ragione naturale aristotelica alla base della filosofia, intendeva eliminare (spacciare) la Bestia trionfante mediante una nuova alleanza col cosmo. Per questa sua teologia, naturale venne messo al rogo dalla mia Chiesa il 17 febbraio 1600. Quella data segnò la fine del pensiero filosofico-teologico che voleva unire mediante il concetto di natura-physis il Cristianesimo e la Grecità, la fede e la ragione, la teologia e la scienza, pensiero che l’Italia aveva inaugurato con Tommaso d’Aquino e poi conosciuto con Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella e ovviamente Giordano Bruno stesso. Bruciandolo sul rogo, la mia Chiesa ha tolto all’Occidente la possibilità di fondare il senso della giustizia e del bene sull’ordine naturale. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti (Vito Mancuso, L’anima e il suo destino)

Crediti
 Autori Vari
 Pinterest •   • 




Quotes per Autori Vari

Tutto passa attraverso la persona e nulla può esser definito a priori.

I veri sentimenti penetrano attraverso gli ostacoli e non esistono metalli né pietre né acqua o fuoco che possano fermare la forza del cuore. Nulla può superare quello che è unito dall'emozione, dal dovere e dalla ragione.

Vi è, o discepoli, una sede che non è né terra, né acqua, né luce, né aria, né infinità dello spazio, né infinità della mente. Non ha la qualità di una qualsiasi cosa, è al di là del rappresentare e dal non rappresentare, non è questo né l'altro mondo... né un andare né un venire né un sostare: non nascita, non morte. Privo di base, privo di sviluppo, privo di sosta: è la fine del dolore.

La tua immagine abita tra il mio occhio
e la mia palpebra chiusa. Il tuo ricordo
s'insinua in ogni battito
del mio cuore.
Il tuo amore si è trasfuso
dentro le mie ossa;
vi fluisce come la linfa
nel cuore segreto del ramo.

Il maggior pericolo nella vita consiste nel prendere troppe precauzioni. Il virtuale è tanto libero quanto restrittivo… Un ossimoro.