Il valore delle passeggiate nella mia vitaIl sovrintendente o tassatore disse: Ma lei, la si vede sempre andare a spasso!. A spasso risposi Ci devo assolutamente andare, per ravvivarmi e per mantenere il contatto col mondo; se mi mancasse il sentimento del mondo, non potrei più scrivere nemmeno mezza lettera dell’alfabeto, né comporre alcunché in versi o in prosa. Senza passeggiate sarei morto da tempo avrei dovuto rinunciare alla mia professione, che amo appassionatamente (…) L’andare a spasso non è per me solo salutare, ma anche profittevole, non è solo bello ma anche utile. Una passeggiata mi stimola professionalmente, ma al contempo mi procura anche uno svago personale; mi consola, allieta e ristora, mi dà godimento, ma ha anche il vantaggio di spronarmi a nuove creazioni, perché mi offre numerose occasioni concrete, più o meno significative, che tornato a casa, posso elaborare con impegno. Ogni passeggiata è piena di incontri, di cose che meritano d’essere viste, sentite. La conoscenza della natura e del paese si schiude piena di deliziose lusinghe ai sensi e agli sguardi dell’attento passeggiatore, che beninteso deve andare in giro ad occhi non già abbassati, ma al contrario aperti e limpidi, se desidera che sorga in lui il bel sentimento, l’idea alta e nobile del passeggiare.

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