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Già si è detto tutto, ma siccome viviamo dimenticando, bisogna continuare a ripeterlo. La ripetizione non è innocente: produce nuovi effetti. Ogni reiterazione dimostra almeno due cose in una volta: “Ciò che si è detto” e anche quello che “già” è stato detto. Tutto è così sovraccaricato di nuovi significati su significati pregressi che alla fine, non importa se è vuoto: tutto si può dire di tutto. Quindi, tutto è vuoto o è il vuoto l’unico ad essere pieno?

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