Il vuoto interno e la meschinità degli uominiAl vuoto interno e alla meschinità degli uomini va anche attribuito il fatto che, allorché una volta gli uomini migliori si riuniscono per un qualche obbiettivo nobile e ideale, il risultato è quasi sempre quello che viene da quella plebs dell’umanità, sterminata. Essa, come un esercito di parassiti, riempie ogni luogo e occupa ogni cosa, sempre pronta ad accogliere indiscriminatamente qualunque rimedio contro la propria noia, come, in altre circostanze, contro le proprie carenze. Anche in quella folla alcuni individui si introducono o s’infilano portando ben presto alla distruzione l’intera impresa oppure la trasformano al punto tale da farla diventare piuttosto il contrario dell’intenzione iniziale.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
 La saggezza della vita
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Quotes per Arthur Schopenhauer

L’inizio della teologia è la paura: se dunque gli uomini fossero felici, non sorgerebbe mai una teologia. Ma l’inizio della filosofia è completamente diverso: una pura riflessione senza uno scopo, alla quale una testa geniale perverrebbe anche in un mondo senza sofferenze e senza la morte.  O si pensa o si crede

La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ciò che desideriamo e ciò che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto.

Soltanto chi diventa vecchio acquista una rappresentazione concreta e pertinente della vita, dominandola nella sua totalità e nel suo sviluppo naturale, e soprattutto considerandola, non soltanto come gli altri secondo una prospettiva iniziale, ma anche secondo quella finale, tanto da riconoscere in tal modo completamente la sua nullità.  L'arte di invecchiare

Aristotele, che dichiara la vita filosofica essere la vita più felice. E ancora riguarda lo stesso tema ciò che dice nella Politica (IV, 11): τον ευδαιμονα βιον ειναι τον χατ'αρετην ανεμποδιατον che, tradotto nel suo significato più profondo, vuol dire: «la vera e propria felicità consiste nel poter esercitare, senza alcun impedimento, le proprie doti eccezionali».  La saggezza della vita

Non v'ha uomo che possa modificare la propria individualità, vale a dire il carattere morale, le facoltà intellettuali, il temperamento, la fisonomia, ecc. Se dunque condanniamo senza eccezione il suo essere, non gli resterà che a combattere in noi un nemico mortale dal momento che noi non vogliamo riconoscergli il diritto di esistere se non alla condizione di diventare altra cosa da ciò che è immutabilmente.