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Anche nella società più perfettamente organizzata sarebbero sempre avvenuti incidenti. Forse era buon segno che la gente ritenesse che valeva la pena di rischiare, e spesso di rompersi l’osso del collo, per amore di una villa accogliente sotto la sommità dell’Everest, o dominante il panorama attraverso gli spruzzi iridescenti delle Cascate Victoria. Di conseguenza, c’era sempre qualcuno che veniva tratto in salvo da qualcun altro. Era diventato una specie di gioco, quasi uno sport universale. La gente poteva indulgere in queste manie, perché disponeva di tempo e di denaro. L’abolizione delle forze armate aveva quasi immediatamente raddoppiato le ricchezze, e la produzione accresciuta aveva fatto il resto. Di conseguenza, era difficile paragonare il tenore di vita dell’uomo del ventunesimo secolo con quello di ogni altro secolo precedente. Tutto era così a buon mercato che i generi di prima necessità erano gratuiti, elargiti, come un servizio pubblico, dalla comunità, così come lo erano stati un tempo strade, acqua, illuminazione stradale e fognature. Un individuo poteva viaggiare per le destinazioni più disperate, mangiare qualunque cibo di cui gli saltasse il ticchio, senza mai dover sborsare denaro. Si era guadagnato questo diritto nella sua qualità di membro produttivo della comunità. C’erano, si capisce, dei fannulloni, ma il numero di persone che abbiano sufficiente forza di volontà d’indulgere in una vita di ozio assoluto è assai più piccolo di quanto si crederebbe. Mantenere quei parassiti rappresentava un fardello molto meno grave del raccogliere gli eserciti di esattori, commessi, impiegati di banca, agenti di cambio e così via, tutta gente la cui funzione principale consisteva, considerando la cosa da un punto di vista globale, nel trasportare voci ed elenchi di voci da un registro all’altro. Quasi un quarto della totale attività del genere umano, si calcolava, era assorbito da sport e svaghi di varia natura, che andavano da quelli più sedentari come gli scacchi a occupazioni mortali come il volo-sci per attraversare le valli da un crinale all’altro. Un imprevedibile risultato di tutto ciò fu l’estinzione degli sportivi professionisti. C’erano troppi dilettanti abilissimi, e le mutate condizioni economiche avevano reso antiquato il sistema di un tempo. Subito dopo lo sport, lo svago rappresentava il massimo sforzo di produzione industriale. Per oltre un secolo c’era stata gente che aveva creduto Hollywood il centro del mondo; potevano forse fare la stessa affermazione anche adesso, e a maggior ragione, ma non andava errato chi avesse detto che in massima parte la produzione cinematografica del 2055 sarebbe parsa puro intellettualismo incomprensibile ai pubblici del 1955. indubbiamente, si era raggiunto qualche progresso: il botteghino non era più il signore assoluto. Fra tutte le distrazioni e le deviazioni di un pianeta che ormai aveva tutta l’aria di diventare in breve un immenso giardino di ricreazione, si trovavano persone che avevano ancora il tempo di ripetere l’antichissima domanda, ch’era sempre rimasta senza risposta: “Dove andremo a finire?“.

Crediti
 • Arthur Charles Clarke •
 • Le Guide del Tramonto •
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