Occorrono intere generazioni per escogitare una cortese forma di ringraziamento
Imparare a rendere omaggio – Come a disprezzare, così gli uomini devono imparare anche a rendere omaggio. Colui che va per nuove strade e molti ha condotto su nuove strade, si stupisce nello scoprire quanto maldestri e meschini siano costoro nell’esprimere la loro gratitudine, anzi quanto è raro che la gratitudine possa in generale anche soltanto esternarsi. È come se, tutte le volte che vuol parlare, le entrasse qualcosa in gola, sicché non può far altro che raschiarsela e così facendo ammutolisce di nuovo. Il modo con cui un pensatore comincia ad avvertire l’effetto delle sue idee, e la loro potenza di trasformazione e di sconvolgimento, è quasi una commedia: talora si direbbe che coloro sui quali si sono prodotti questi effetti se ne siano in fondo sentiti offesi, e che soltanto con ogni genere di scortesie riescano a estrinsecare la loro indipendenza, che temevano minacciata. Occorrono intere generazioni per escogitare anche soltanto una cortese forma convenzionale di ringraziamento; e soltanto molto più tardi giunge il momento in cui, anche nella riconoscenza è entrato un certo spirito e una certa genialità: ecco che allora, c’è di solito qualcuno che è il grande raccoglitore di riconoscenza, non soltanto per ciò che egli stesso ha fatto di bene, bensì anche in genere per quel tesoro di nobiltà e di bontà che i suoi predecessori hanno a poco a poco accumulato.