In che modo la coscienza placa la propria angoscia?
Attraverso l’operazione di una tripla illusione.
Poiché non raccoglie che degli effetti, la coscienza va colmando la propria ignoranza rovesciando l’ordine delle cose, prendendo gli effetti per cause (illusione delle cause finali). La coscienza fa, dell’effetto di un corpo sul nostro, la causa finale dell’azione del corpo esterno; e fa, dell’idea di questo effetto, la causa finale delle sue proprie azioni. Di conseguenza, essa prenderà se stessa per causa primaria e invocherà il suo potere sui corpi (illusione del libero arbitrio).
E quando la coscienza non può più immaginarsi causa primaria, né organizzatrice dei fini, essa invoca un Dio dotato di intelletto e volontà, operante secondo cause finali o decreti liberi, per preparare all’uomo un mondo a misura della sua gloria e dei suoi castighi (illusione teologica).
Non è sufficiente dire che la coscienza si fa delle illusioni: essa è inseparabile dalla triplice illusione che la costituisce, illusione della finalità, illusione della libertà, illusione teologica.
La coscienza è soltanto un sogno ad occhi aperti. «È così che un bambino crede di desiderare liberamente il latte, un giovane in collera di volere liberamente la vendetta, un pauroso la fuga. Così, persino l’ubriaco crede di dire per libera decisione della mente quelle cose che, fuori da quello stato, vorrebbe aver taciuto.

Crediti
 • Gilles Deleuze •
 • Spinoza - Filosofia Pratica •
 • SchieleArt •   •  •

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