Incontro, illuminazione
Aretusa era una ninfa bellissima al seguito della dea Artemide, che viveva nel Peloponneso, in Grecia. Un giorno, vinta dal caldo, decise di bagnarsi nelle fresche acque del fiume Alfeo. Il fiume però, rimasto affascinato dalla bellezza della giovane ninfa, se ne innamorò perdutamente e cercò di conquistarla. Aretusa però, spaventata all’irruenza di Alfeo, fuggì e chiese aiuto ad Artemide, che la trasformò in una fonte di acqua e la fece sgorgare sull’isola di Ortigia a Siracusa. Disperato per la lontananza della donna amata, Alfeo chiese aiuto agli dei che gli concessero di attraversare il Mar Ionio e di riemergere proprio nella fonte di Aretusa, unendo così le sue acque a quella dell’amata. La vicenda mitologica – che rimanda sicuramente alla fondazione delle colonie della Magna Grecia – ha dato origine a diverse rappresentazioni pittoriche e scultoree, in genere destinate a fontane. Il Metropolitan Museum of Art di New York conserva questo gruppo marmoreo del 1568-1570, opera dello scultore fiorentino Giovanni Battista Lorenzi – già allievo di Baccio Bandinelli – per la villa Il Paradiso di Alamanno Bandini. In quel periodo lo scultore – conosciuto anche come Battista del Cavaliere, in quanto il suo maestro aveva ricevuto quel titolo da Carlo V – realizzò anche la fontana di Perseo per il palazzo di Iacopo Salviati – ora a Firenze, Palazzo Nonfinito. I forti accenti manieristi che caratterizzarono l’attività di quei maestri tendono ad esaurirsi in una sintassi più pacata e in un sintetismo volumetrico neo-michelangiolesco, di cui le due figure di questo gruppo scultoreo ne sono una prova evidente.
Così, se si dia un evento essenziale per la nostra vita – incontro, illuminazione – lo riconosceremo prima di tutto alla luce d’infanzia e di fiaba che lo investe. […] la fiaba s’incarna nella rete di simboli, nel reame di emblemi che inaugura immediatamente un avvenimento significativo: orditi di corrispondenze, qualità magnetica degli oggetti, subito fatti talismani, pegni o blasoni.
[…] Abolita come a un tocco di verga la geometria di tempo e spazio, si cammina per ore senza uscire da un cerchio, o al contrario si tocca in pochi passi l’orlo dell’illimitato. Non è lo stato di acuminata vigilia a gettare sui luoghi questa malia. Si tratta di una corrispondenza assai più recondita fra scoprire e lasciarsi scoprire, configurare e configurarsi. Tutto era là ma solo oggi tutto vi è veramente.

Crediti
 • Cristina Campo •
 • Gli imperdonabili •
  • In medio Coeli •
 • SchieleArt •   •  •

Similari
Egon Schiele ⋯ Si trasformò in fiume per amore
65% Roberto CalassoSchiele Art
Alfeo era quel giovane dai capelli corti e dal dorso nervoso che un giorno si trasformò in fiume per amore. Era un cacciatore che un giorno decise di farsi natura. Fu l’unico amante che, al divenire acqua dell’amata, accettò di essere acqua lui stesso, se⋯

Egon Schiele ⋯ SunflowerL’essenza del testo
54% ArticoliElena CarusoLinguaggioSchiele Art
Barthes attraverso Il piacere del testo analizza le ragioni che spingono il lettore ad avvicinarsi ad un testo con un atteggiamento cannibalesco, quasi ne volesse divorare il tessuto, l’essenza. Cosa spinge il lettore a leggere fino a farsi del male! Fino⋯

Egon Schiele ⋯ LL’abbraccio: opera che parla ai nostri giorni
39% ArticoliDaniel di SchulerSchiele Art
A bocca aperta. Sara rimasto così, Gustav Klimt, vedendo quei fogli dell’album. Come Perugino quando Raffaello gli avrà mostrato quel che papà gli aveva insegnato. Come chi avrà sentire suonare l’ancor più giovane Mozart. Come tutti quelli cui capita di t⋯

Egon Schiele ⋯ L’incontro tra Heidegger e Celan
37% Autori VariSchiele Art
All’uomo che sta viaggiando in treno verso Freiburg quel tragitto deve sembrare la strada per l’inferno. Lui c’era già stato, all’inferno. E aveva deciso, con tutto se stesso, che non ci sarebbe più tornato. Poco più di vent’anni prima, appena una ragazzo⋯

Egon Schiele ⋯ L’inquietudine dell’individuo
37% ArticoliPsicologiaSchiele ArtUmberto Galimberti
Le nostre sofferenze psichiche, i nostri disagi esistenziali dipendono sempre da conflitti interni, da traumi remoti, da coazioni a ripetere esperienze antiche e in noi consolidate come vuole la psicanalisi, o qualche volta, e magari il più delle volte, d⋯

Egon Schiele ⋯ Bruciano i fascicoli! Tutti i fascicoli!
33% Elias CanettiSchiele Art
Sono passati cinquantatré anni, eppure sento ancora nelle ossa la febbre di quel giorno. È la cosa più vicina a una rivoluzione che io abbia mai vissuto sulla mia pelle. Da allora so con assoluta precisione quel che accadde durante l’assalto della Bastigl⋯