Portrait of Karl Gruenwald
[…] la struttura intrinsecamente razionale della fede, […] intende che sia in sé vero ciò in cui crede.
Se non che, la ragione perviene alla consapevolezza che della verità nulla si può dire, se non che essa c’è ed è assoluta.
La conseguenza è che la fede, se vuole determinare la verità, deve uscire dall’ambito strettamente razionale ed è costretta a far valere empiricamente un’esigenza che, in effetti, è meramente soggettiva, cioè appartiene al soggetto che ha bisogno di determinare l’ *oggetto* della propria fede.
La fede, pertanto, si rivolge ai fatti , all’esperienza, e il fatto viene così considerato la manifestazione visibile dell’invisibile o, meglio, viene creduto tale. […] Ma che quel fatto sia effettivamente la manifestazione della verità non soltanto è un atto di fede, e di una fede credula, ma più radicalmente è un atto contro la ragione, la quale sa che l’assoluto non può manifestarsi: se si manifestasse, si manifesterebbe a qualcosa di diverso da sé e cesserebbe di essere assoluto.
[…] Nel momento in cui la ragione rinuncia alla pretesa di inglobarla, cioè di determinarla, deve necessariamente far ricorso alla fede, ma ad una fede che non può essere credula, bensì deve essere eroica: una fede che non si appoggia ai fatti, che sono certezze solo presunte, ma che si fonda sulla ragione.
Da un lato, dunque, la fede richiede di fondarsi sulla ragione; dall’altro, la ragione si affida alla verità, confidando che sia la verità stessa a guidare la ricerca.

Crediti
 • Autori Vari •
 • Lo slancio verso l'infinito •
 • Aldo Stella, Manuela Fantinelli •
  • Lo slancio verso l'infinito - L'affidarsi confidando •
 • SchieleArt • Imagno Portrait of Karl Gruenwald • 1917 •

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