La mia esperienza mi ha insegnato che il discente ha bisogno di assumersi come tale, ma assumersi come discente significa riconoscersi come soggetto capace di conoscere e che vuole conoscere in rapporto ad un altro soggetto altrettanto capace di conoscere, l’educatore, e tra i due, compito abilitante di entrambi, oggetto di conoscenza. Insegnare e apprendere sono quindi momenti di un processo più grande: quello del conoscere, che implica ri-conoscere. In fondo, quello che voglio dire è che l’alunno diventa veramente educante quando e nella misura in cui conosce o sta conoscendo i contenuti, gli oggetti conoscibili, e non nella misura in cui l’educatore deposita in lui la descrizione degli oggetti o il contenuto.
Il discente riconosce sé stesso conoscendo gli oggetti, scoprendosi capace di conoscere, testimoniando l’immersione dei significati nel processo di cui diventa anche significante critico. Lo studente, anziché essere educato a qualsiasi titolo, deve diventare educatore, assumendosi come soggetto conoscente e non come incidenza del discorso dell’educatore. È qui, in definitiva, che risiede la grande importanza politica dell’atto di insegnare.
Soppressione della creatività naturale ⋯
La curiosità naturale e la sete di conoscenza che caratterizzano lo sviluppo dei bambini fioriscono solo all'interno di ambienti liberi da imposizioni esterne e liberi da test accademici ripetitivi. Costringere l'apprendimento entro binari rigidi finalizzati unicamente al superamento di prove standardizzate soffoca la creatività spontanea, trasformando lo studio in una mera sequenza di compiti imposto senz'anima.
Peter Gray Liberi di imparare
Pedagogia, Psicologia dello sviluppoLa certezza della nostra fallibilità ⋯
In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l'Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l'unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate.
Isaac Asimov Il libro di fisica
Fantascienza, Divulgazione scientifica, SaggisticaIl canto muto delle cose ⋯
Io temo tanto la parola degli uomini.
Dicono sempre tutto così chiaro:
questo si chiama cane e quello casa,
e qui è l'inizio e là è la fine.
E mi spaura il modo, lo schernire per gioco,
che sappian tutto ciò che fu e che sarà;
non c'è montagna che li meravigli;
le loro terre e giardini confinano con Dio.
Vorrei ammonirli, fermarli; state lontani.
A me piace sentire le cose cantare.
Voi le toccate diventano rigide e mute.
Voi mi uccidete le cose.
Rainer Maria Rilke Il libro d'ore
Poesia, Modernismo, Filosofia del linguaggioL'influenza formativa delle istituzioni ⋯
Lo Stato è l'atmosfera degl'individui: da esso viene la più potente educazione a ciascuno: voi non potete educare gli uomini d'Italia a libertà, quando lo Stato insegna, coll'esempio, l'arbitrio; non potete educarli alla virtù e al merito delle opere, mentre lo Stato insegna che nascita, censo, servilità sono via agli uffici, alla sicurezza, agli onori; e quando al sommo dell'edifizio sta il dogma dell'eredità: non potete educarli a sentirsi fratelli, dove lo Stato divide gli uomini in classi, ha per norma l'ineguaglianza, vive di diffidenza, e fomenta l'ostilità.
Giuseppe Mazzini Scritti editi e inediti
Filosofia politica, Sociologia, Saggistica politicaIl bivio tra ragione e sensazione ⋯
La via della verità guidata dalla ragione conduce alla sapienza e all'essere; la via dell'opinione guidata dai sensi conduce all'apparenza e all'inganno.
Parmenide di Elea Sulla natura
Filosofia presocratica, Poema filosofico, Metafisica
Pedagogia degli oppressi, Paulo Freire
Un testo fondamentale che esplora come l’educazione possa diventare uno strumento di liberazione, in cui il discente si assume come soggetto attivo e critico della propria conoscenza.
Lettera a una professoressa, Scuola di Barbiana
Una critica all’educazione tradizionale e alla trasmissione passiva di conoscenze, promuovendo un approccio più attivo e partecipativo all’apprendimento.
La pedagogia della libertà, Paulo Freire
Esamina l’importanza di una relazione dialogica tra educatore e discente, sottolineando l’atto di conoscere come processo politico e trasformativo.







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