Insegnare come atto politico e trasformativoLa mia esperienza mi ha insegnato che il discente ha bisogno di assumersi come tale, ma assumersi come discente significa riconoscersi come soggetto capace di conoscere e che vuole conoscere in rapporto ad un altro soggetto altrettanto capace di conoscere, l’educatore, e tra i due, compito abilitante di entrambi, oggetto di conoscenza. Insegnare e apprendere sono quindi momenti di un processo più grande: quello del conoscere, che implica ri-conoscere. In fondo, quello che voglio dire è che l’alunno diventa veramente educante quando e nella misura in cui conosce o sta conoscendo i contenuti, gli oggetti conoscibili, e non nella misura in cui l’educatore deposita in lui la descrizione degli oggetti o il contenuto.

Il discente riconosce sé stesso conoscendo gli oggetti, scoprendosi capace di conoscere, testimoniando l’immersione dei significati nel processo di cui diventa anche significante critico. Lo studente, anziché essere educato a qualsiasi titolo, deve diventare educatore, assumendosi come soggetto conoscente e non come incidenza del discorso dell’educatore. È qui, in definitiva, che risiede la grande importanza politica dell’atto di insegnare.

Crediti
 Paulo Freire
 Pedagogia della speranza
 SchieleArt •   • 

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     Pedagogia, Psicologia dello sviluppo

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     Isaac Asimov  Il libro di fisica
     Fantascienza, Divulgazione scientifica, Saggistica

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     Poesia, Modernismo, Filosofia del linguaggio

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     Giuseppe Mazzini  Scritti editi e inediti
     Filosofia politica, Sociologia, Saggistica politica

  • Il bivio tra ragione e sensazione ⋯ 
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     Parmenide di Elea  Sulla natura
     Filosofia presocratica, Poema filosofico, Metafisica

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