Io appartengo alla terra!
Quest’uomo, fra tutti gli uomini della terra, vuole che l’atto sia manifestazione di vita. Se, intendendo questo terribile bisogno, egli si mette ad agire regressivamente, a farsi antisociale, a balbettare, a tartagliare, a mostrarsi così totalmente disadatto e incapace di guadagnarsi da vivere, sappiate che quest’uomo ha ritrovato la via dell’utero e della sorgente di vita e che domani, anziché lo spregevole oggetto di ridicolo che avete fatto di lui, egli si leverà come uomo in pieno diritto e tutte le forze del mondo non varranno contro di lui. Prima di ridiventare uomo forse esisterò come parco, una specie di parco naturale, dove viene la gente a riposare, a passare il tempo. Quel che dicono o fanno importerà poco, perché ci porteranno solo la loro stanchezza, la loro noia, la loro disperazione. Io sarò un cuscinetto fra il pidocchio bianco e il globulo rosso. Sarò ventilatore per sgombrare i veleni accumulati nello sforzo di perfezionare l’imperfezionabile. Da una simile pazza mania di perfezione naturalmente nessuno si sarebbe atteso un’evoluzione in parco selvaggio, nemmeno io, ma è infinitamente meglio, mentre si aspetta la morte, vivere in uno stato di grazia e di naturale sbalordimento. Infinitamente meglio, mentre la vita si muove verso una perfezione mortale, essere solo un frammento di spazio dove si può respirare, una macchia di verde, un po’ d’aria fresca, una pozza d’acqua. Una volta pensavo che essere umano fosse la maggiore meta dell’uomo, ma oggi vedo che questo significava distruggermi. Oggi mi vanto di poter dire che sono disumano, che appartengo non agli uomini e ai governi, che non ho nulla a che fare coi credi e coi principi. Non ho nulla a che fare con la cigolante macchina dell’umanità – io appartengo alla terra! Lo dico giacendo sul cuscino e sento le corna che mi spuntano dalle tempie. Vedo attorno a me tutti quei miei pazzi antenati che danzano attorno al mio letto, che mi consolano, che mi stimolano, che mi flagellano con le loro lingue di serpe, che ghignano e irridono coi loro teschi grotteschi. Io sono disumano.

Crediti
 Henry Miller
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Quotes per Henry Miller

L'uomo che cerca la sicurezza, anche della mente, è come uno che si taglia gambe e braccia per avere gambe e braccia artificiali, che non gli diano dolori nè disturbi.

L'arte non insegna nulla, tranne il senso della vita.

Sagome andavano e venivano davanti alle finestre, vestite in tutti i modi. Si stavano accingendo a rientrare in casa per prepararsi all'insignificante monotonia del domani. Uno su centomila avrebbe potuto sottrarsi alla condanna generale; in quanto agli altri, sarebbe stato un atto di misericordia se qualcuno fosse venuto nella notte a tagliar loro la gola mentre dormivano.  Sexus

Confusione è parola inventata per indicare un ordine che non si capisce.

L'unica cosa che non riceviamo mai abbastanza è l'amore; l'unica cosa che non doniamo mai abbastanza è l'amore.