Io non lavorerò mai…
Appartengo a una razza lontana: i miei padri erano Scandinavi: si trafiggevano il costato, bevevano il proprio sangue. – Mi tagliuzzerò per tutto il corpo, mi farò dei tatuaggi, voglio diventare ripugnante come un Mongolo: vedrai, urlerò per le strade. Voglio diventare proprio pazzo di rabbia. Non farmi mai vedere dei gioielli, mi trascinerei e contorcerei sul tappeto. La mia ricchezza, la vorrei macchiata di sangue dappertutto. Io non lavorerò mai… Molte notti, quando il suo demonio mi ghermiva, rotolavamo insieme, lottavo con lui! – Di notte, spesso, si appostava ubriaco per le strade o nelle case, per spaventarmi a morte. – Mi taglieranno il collo sul serio; sarà stomachevole. Oh! i giorni in cui vuol camminare con l’aria del delitto!
«A volte parla, in una specie di tenero dialetto, della morte che fa pentire, degli infelici che sicuramente esistono, dei lavori penosi, delle partenze che straziano il cuore. Nelle bettole in cui ci ubriacavamo, piangeva considerando quelli che ci stavano intorno, bestiame della miseria. Rialzava gli ubriachi nei vicoli oscuri. Aveva la pietà d’una madre cattiva per i bambini piccoli. – Andava in giro con maniere graziose da fanciulla al catechismo. – Fingeva d’essere istruito su tutto, commercio, arte, medicina. – Io lo seguivo, è indispensabile!
«Vedevo tutto l’addobbo di cui, mentalmente, si circondava: abiti, tessuti, mobili: gli attribuivo armi, un altro volto. Vedevo tutto ciò che lo riguardava da vicino, come avrebbe voluto crearlo per sé. Quando mi sembrava che avesse lo spirito inerte, lo seguivo, io, in azioni strane e complicate, lontano, buone o cattive: ero sicura di non penetrare mai nel suo mondo. Accanto a quel caro corpo addormentato, quante ore della notte ho vegliato, chiedendomi perché volesse tanto evadere dalla realtà. Nessun uomo formulò mai un desiderio simile. Riconoscevo, – senza temere per lui, – che poteva rappresentare un pericolo grave per la società. Ha forse qualche segreto per cambiare la vita? No, mi rispondevo, li cerca soltanto.

Crediti
 • Arthur Rimbaud •
 • Lo sposo infernale •
  • Una stagione all'inferno •
 • Pinterest • Igor Samsonov  •  •

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