Nel deserto, dove ogni forma di vita è messa alla prova dalla sete e dal silenzio, ho imparato a guardare con occhi diversi chi cammina accanto a me. Non sempre chi è veloce ha ragione, né chi parla forte dice la verità. Spesso, anzi, la saggezza nasce dal fango, dalla lentezza, dal silenzio ostinato di chi non ha fretta di arrivare. Ricordo un pomeriggio trascorso all’ombra di un ulivo, quando un giovane monaco mi chiese perché dedicassi tanto tempo a persone così diverse da me, talvolta lontane nella fede. Gli risposi con una storia che avevo udito da bambino, e che da allora non mi ha mai abbandonato. È la storia di due creature che si scelsero. È la storia di un incontro che sfida ogni logica di appartenenza, di utilità, di somiglianza. È la storia di un legame che resiste al tempo, alle distanze, alle opinioni altrui. Ed è anche la mia storia. Io sono il verme in molti di voi.
Il Verme e lo Scarabeo erano amici e passavano lunghe ore a chiacchierare. Lo scarabeo era consapevole che il suo amico verme era limitato nella mobilità, aveva una vista ristretta ed era molto tranquillo e passivo rispetto agli scarabei. Il verme sapeva che lo scarabeo veniva da un altro ambiente e che, rispetto ai suoi simili, mangiava cose sgradevoli, era molto iperattivo, aveva un aspetto grottesco e parlava molto rapidamente. Un giorno, la compagna dello scarabeo mise in discussione l’amicizia con il verme, chiedendogli come fosse possibile che camminasse così tanto per andare incontro a un essere inferiore, un essere limitato nei movimenti, e perché continuasse ad essere amico di qualcuno che non ricambiava nemmeno i saluti entusiasti da lontano. Ma lo scarabeo sapeva che, a causa della vista debole, il verme molte volte non vedeva i saluti. Tuttavia, lo scarabeo tacque per evitare discussioni.
Fu tanta l’insistenza della scarabea che lo scarabeo decise di metterla alla prova, allontanandosi dal verme per aspettare che fosse lui a cercarlo. Passò il tempo, e giunse la notizia che il verme stava morendo, poiché il suo organismo aveva risentito degli sforzi quotidiani che faceva per andare a trovare l’amico e, non riuscendoci, doveva tornare sui suoi passi per passare la notte nel rifugio di casa. Sapendo questo, lo scarabeo decise di andare a trovare il verme. Lungo la strada incontrò diversi insetti che gli raccontarono delle infruttuose peripezie del verme per cercarlo e scoprire cosa gli fosse successo. Gli raccontarono di come si esponesse giorno dopo giorno al pericolo, passando vicino al nido degli uccelli o sopravvivendo all’attacco delle formiche. Lo scarabeo arrivò fino all’albero dove giaceva il verme, che aspettava il momento finale. E vedendolo al suo fianco, il verme, con un filo di vita, disse quanto fosse contento di vedere che l’amico stava bene. Sorrise per l’ultima volta e morì in pace, sapendo che nulla di male gli era accaduto.
Lo scarabeo provò vergogna per aver permesso che le opinioni degli altri minassero la sua amicizia, e provò dolore per aver perso le ore di gioia che le conversazioni gli procurarono, mettendolo in una situazione che gli aveva causato la morte. Alla fine capì che il verme, pur essendo diverso, limitato e differente da lui, era il suo amico, che rispettava e amava perché, pur appartenendo a un’altra specie, gli aveva offerto la sua amicizia. E così imparò diverse lezioni quel giorno: L’amicizia è in te; se la coltivi nel tuo stesso essere, troverai la gioia dell’amico. Il tempo non condiziona l’affetto, né lo fanno le differenze. Il tempo e la distanza non distruggono un’amicizia, la distruggono i dubbi. Quando perdi un amico, una parte di te se ne va con lui. Lo scarabeo morì poco dopo, senza mai lamentarsi. Se hai un amico, non mettere in discussione ciò che lui è. Riconosci la ricchezza di chi è diverso. L’essenza del verme e dello scarabeo divenne una sola cosa oltre questa vita. Siamo diversi, ma se fossi verme, continuerò a cercarti; se fossi scarabeo, farò uso delle mie abilità per servirti. Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici. In ogni tempo ama l’amico, e sarà come un fratello nell’angoscia.
Amicizia tra il verme e lo scarabeo
Pubblicato in Italia: Giugno 2003
SchieleArt • •
Il volume raccoglie scritti spirituali dedicati all'esame del valore dell'incontro e della lealtà reciproca nel deserto, svelando come la fiducia superi ogni dubbio ordinario. Attraverso parabole precise si esamina la rinuncia al calcolo egoistico ed il dovere dell'accoglienza civile. La riflessione evidenzia l'importanza dell'affetto costante. Questo cammino saggistico delinea un ritratto vero del disincanto umano di fronte alle promesse di felicità fittizia ordinarie, offrendo strumenti utili per comprendere il dovere civile quotidiano ed aiutare i lettori a preservare la propria personale libertà.
C'è auschwitz dunque non può esserci dio ⋯
Io, il non credente, ed ancor meno credente dopo la stagione di Auschwitz.. C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.
Primo Levi Conversazione con Primo Levi
Letteratura italiana, Testimonianza
La danza comincia dove finiscono le parole ⋯
Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa più che cosa fare. A questo punto comincia la danza.
Pina Bausch
Teatro-danza, Danza contemporanea, Poetica
Casa comune ⋯
Non possiamo dividere la Terra in nazioni: è una sola casa per tutti. Proteggerla è dovere di ogni essere umano, ovunque nato.
Vandana Shiva Terra madre
Ecologia, Etica, Politica
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Lo spettacolo ci incanta e ci svuota: la realtà sparisce dietro un sipario di immagini che ci vuole muti e fermi
Guy Debord La società dello spettacolo
Situazionismo, Critica sociale, Saggistica
La pluralità come nutrimento della libertà ⋯
La diversità è una ricchezza fondamentale per la vita politica e sociale; senza di essa, la libertà non può prosperare.
Hannah Arendt Che cos'è la libertà
Filosofia politica, Antropologia filosofica, Sociologia
Amicizia: Legame morale fondato sulla gratuità ed il rispetto reciproco che unisce creature diverse al di fuori delle differenze biologiche o sociali comuni.
Deserto: Dimensione spaziale di immobilità fisica e di ascesi silenziosa che favorisce la riflessione interiore ed il dovere dell’incontro fraterno costante e ordinario.
Fiducia: Atteggiamento disinteressato e stabile di chi sceglie di credere nell’amico, superando le paure e i dubbi sollevati dal giudizio altrui della società.
Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry
Questo saggio propone un cammino metodologico fondato sull’esame delle relazioni umane attraverso il viaggio fantastico di un giovane abitante di un asteroide. Si descrivono le difficoltà di creare legami sinceri, mostrando come l’affetto debba basarsi sulla gratuità e sulla cura attenta delle persone comuni, offrendo stimoli reali per la crescita autonoma dei giovani che cercano una stabilità civile ed ordinaria nel territorio della vita comune attraverso il silenzio interiore costante e felice.
L’amicizia di Marco Tullio Cicerone
Il volume illustra le linee guida della ricerca della verità morale attraverso l’analisi dei rapporti di affetto sincero all’interno dello Stato. Si analizza la necessità dell’uomo di coltivare legami virtuosi fondati sulla lealtà e sulla stabilità dello spirito comune quotidiano ordinario. Questo cammino pratico svela le potenzialità dell’anima, contrastando la fretta della vita materiale con un ordine pulito ed equilibrato di cura costante e di dovere civile e felice stabile.
Lettere a Lucilio di Lucio Anneo Seneca
La trattazione propone un resoconto lucido sulle tensioni della vita pubblica e sulla necessità di riscoprire un’ascesi interiore attraverso la riflessione e lo studio attento dei filosofi antichi, mostrando come l’affetto reciproco sostenga la mente di fronte alle difficoltà della vita quotidiana. Questo cammino svela le piaghe dell’esistenza, sottomettendo il caos a un ordine pulito ed equilibrato di stabilità ordinaria comune e costante per abitare la terra con felicità e pace civile personale.
Premessa: Il testo si apre con una cornice riflessiva/eremitica (deserto, l’ulivo, la figura del monaco) che introduce una parabola morale interpretata come metafora della propria esistenza (‘Io sono il verme in molti di voi’).
Argomentazione di Supporto: Narrazione dell’amicizia tra il Verme (lento, passivo, con vista debole) e lo Scarabeo (iperattivo, grottesco, proveniente da un altro ambiente). La coesione è messa in crisi non da cause interne, ma dalle illazioni esterne (la Scarabea) e dal dubbio instillato nello Scarabeo, il quale spinge l’amico al limite delle proprie capacità fisiche pur di trovarlo.
Conclusione: La presa di coscienza dello Scarabeo sul valore dell’amore disinteressato e la riconciliazione finale attraverso il sacrificio, coronata da una morale universale ed etico-religiosa.
1. Prologo filosofico-autobiografico: Ambientazione nel deserto e dialogo con il monaco; transizione verso il racconto parabolico.
2. Sviluppo della Parabola: Presentazione dei personaggi -> Elemento perturbatore (i dubbi insinuati dalla Scarabea) -> Prova/Allontanamento -> Climax tragico (l’estenuante ricerca e la morte del Verme) -> Anagnorisi (la consapevolezza e la vergogna dello Scarabeo).
3. Epilogo parenetico: Sintesi concettuale tramite aforismi etici, unione metafisica delle due essenze e citazioni sapienziali/bibliche conclusive.
- Cornice contemplativa e dichiarazione d’identità (‘Io sono il verme…’).
- Caratterizzazione dei protagonisti e dinamiche della percezione reciproca.
- L’interferenza esterna (il dubbio) e il test della prova.
- La ricerca incondizionata, i pericoli affrontati dal Verme e l’ultimo incontro.
- Il pentimento dello Scarabeo e l’estrazione delle lezioni morali sull’amicizia.
- Integrazione metafisica e massima biblico-sapienziale finale.
* Il Deserto e l’Ulivo: Simboli classici di ascesi, prova spirituale e ricerca della verità esente dal rumore del mondo.
* Il Verme: Rappresenta l’umiltà, la vulnerabilità, la lentezza, ma anche la perseveranza assoluta dell’amore che non pretende di essere riconosciuto o applaudito.
* Lo Scarabeo: Simboleggia l’agire nel mondo, l’iperattività e la fragilità della mente razionale dinanzi al giudizio sociale o al pregiudizio.
* Il Vento del Dubbio (la Scarabea): Incarna l’utilitarismo sociale che valuta le relazioni solo in base al profitto, alla reciprocità visibile e all’omogeneità status-funzionale.
Si evidenzia un forte contrasto semantico tra i termini legati alla dimensione materiale/superficiale (‘superficiale’, ‘grottesco’, ‘sgradevoli’, ‘opinioni altrui’, ‘dubbi’) e quelli legati alla dimensione etico-spirituale (‘saggezza’, ‘fango’, ‘silenzio ostinato’, ‘sacrificio’, ‘essenza’). L’uso marcato di metafore naturalistiche ed evocative (es. ‘filo di vita’, ‘rifugio di casa’) rinforza il tono fiabesco ma profondamente teologico.
- L’Alterità e la Diversità: Superamento delle barriere biologiche e culturali per riscoprire l’unità nell’essenza.
- La Perfezione dell’Amore Disinteressato: Amare senza la pretesa di ricevere o di misurare il contributo dell’altro.
- La Pericolosità del Giudizio Esterno: Come i dubbi e il condizionamento sociale possano distruggere legami autentici.
- Il Valore della Lentezza e dell’Umiltà: Contrapposizione tra l’iperattivismo mondano e la profonda fedeltà d’animo.
1. Il valore morale di un individuo risieda nelle sue intenzioni umane/spirituali e nella capacità di dono, piuttosto che nelle sue abilità pratiche o nel suo aspetto estettivo.
2. Il lettore condivida o possa comprendere una visione trascendente e provvidenziale dell’esistenza, dove l’amicizia sopravvive alla morte fisica (‘L’essenza del verme e dello scarabeo divenne una sola cosa oltre questa vita’).
3. La vulnerabilità e la devozione incondizionata siano forme superiori di forza morale rispetto alla frenetica efficienza quotidiana.
* Punto di forza: L’espediente apologetico ed empatico è estremamente efficace; la narrazione tragica evidenzia il contrasto drammatico tra l’incomprensione esterna (la Scarabea/gli altri insetti) e la totale purezza interiore del Verme.
* Aspetto Critico/Antinomia: L’agire dello Scarabeo, pur guidato da un’intenzione di verifica, sfocia in una colpa indiretta (provocare indirettamente la morte dell’amico per omissione e passività), risolta narrativamente solo attraverso la catarsi del pentimento e della morte immediata.
Il richiamo finale incorpora direttamente citazioni o parafrasi bibliche (es. Giovanni 15:13: ‘Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici’; Proverbi 17:17: ‘In ogni tempo ama l’amico…’). Si riscontrano altresì influenze della filosofia stoica e della mistica eremitica padrenostrica (i Padri del Deserto).
* ‘Spesso, anzi, la saggezza nasce dal fango, dalla lentezza, dal silenzio ostinato di chi non ha fretta di arrivare.’
* ‘Io sono il verme in molti di voi.’
* ‘Il tempo e la distanza non distruggono un’amicizia, la distruggono i dubbi.’
* ‘Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici.’
Glossario / Concetti Chiave:
- Ermeneutica del Deserto: Luogo simbolico di spogliazione dalle sovrastrutture e di comprensione profonda della verità.
- Alterità: Il riconoscimento dell’amico in quanto portatore di un valore intrinseco, a prescindere dalla diversità e dai limiti individuali.
- Anagnorisi: Il momento di presa di coscienza del proprio errore e della vera natura della realtà da parte dello Scarabeo.



















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