La bontà del cuoreNel grande teatro del mondo, dove gli uomini si affannano per conquistare fama, ricchezza o potere intellettuale, vige un’illusione tenace: quella che la mente sia la parte più nobile e durevole dell’essere umano. Crediamo che l’ingegno, con la sua capacità di calcolare, inventare e creare opere d’arte, ci renda simili agli dei. Ma questa è una prospettiva ingannevole, frutto di quell’intelletto che, essendo servo della volontà, ama glorificare se stesso. Se osserviamo con occhio disincantato la realtà morale, ci accorgiamo di un fenomeno sorprendente, che rovescia le gerarchie consuete. Di fronte a un genio malvagio o egoista, proviamo ammirazione mista a timore, forse invidia, ma mai quel calore rassicurante e quella venerazione istintiva che ci suscita la visione di un uomo semplice ma profondamente buono. L’intelligenza è uno strumento, una facoltà secondaria e accidentale, legata al funzionamento del cervello e destinata a perire con esso. La bontà, invece, è un moto diretto della volontà che ha cessato di volere per sé e si è aperta alla compassione universale. Essa non risiede nella testa, ma nel cuore, metafora di quel nucleo metafisico che ci accomuna tutti. Quando la bontà si manifesta nella sua purezza, senza calcoli di convenienza, essa emana una luce che non ha nulla di fisico, una luce che rende irrilevanti tutte le altre distinzioni.

Come le torce e i fuochi artificiali dinanzi al sole diventano pallidi e poco appariscenti, cosí l’intelligenza, anzi, il genio, e del pari la bellezza, si eclissano e si oscurano dinanzi alla bontà del cuore. Dove questa si presenta nel grado più alto, può compensare l’assenza di quelle qualità a tal punto da farci vergognare di averne sentita la mancanza. Persino l’intelligenza più limitata, come anche la bruttezza più grottesca, non appena sia diventato noto che sono accompagnate da un cuore profondamente buono vengono come rischiarate, irradiate da una bellezza di genere superiore, in quanto ora da esse parla una sapienza dinanzi alla quale ogni altra cosa non può che ridursi al silenzio.

Questa sapienza di cui parlo non si trova nei libri e non si insegna nelle università. È la sapienza intuitiva del santo, colui che ha compreso, non per via logica ma per via immediata, il principio del Tat tvam asi (“Tu sei questo”). Egli vede nell’altro non un estraneo o un rivale, ma se stesso, e agisce di conseguenza. Mentre l’uomo intelligente può usare la sua mente per tessere inganni sempre più raffinati o per giustificare il proprio egoismo, l’uomo buono ha superato il principium individuationis, il velo di Maya che ci fa apparire molteplici e divisi. Per questo la bontà è superiore al genio: il genio comprende le idee, le forme eterne delle cose, ma rimane pur sempre un contemplatore; il buono realizza l’unità dell’essere nella pratica della vita. E c’è di più: la bontà ha il potere di trasfigurare anche l’aspetto fisico. Un volto segnato dalla bruttezza, se animato da una benevolenza sincera, acquista un fascino che nessuna simmetria classica può eguagliare. È come se la volontà, che nel suo stato grezzo è cieca e violenta, una volta purificata dalla bontà, diventasse trasparente, lasciando intravedere la pace del nirvana. Al cospetto di tale grandezza morale, le nostre piccole vanità intellettuali appaiono per quello che sono: giochi di bambini, fuochi fatui destinati a spegnersi nel buio, mentre la bontà resta come l’unica traccia indistruttibile del divino in noi, l’unica forza capace di redimere l’esistenza dalla sua intrinseca sofferenza. Chi possiede un cuore buono è in pace con il mondo e con se stesso, poiché ha tacitato la belva insaziabile del desiderio egoistico, raggiungendo quella quiete che il filosofo cerca per tutta la vita attraverso concetti, spesso senza mai trovarla veramente.

Glossario
Crediti
 Arthur Schopenhauer
 Supplementi al Mondo come volontà e rappresentazione
  Capitolo: XIX - Del primato della volontà sull'autocoscienza
  Pubblicazione in Italia: Maggio 2004
 SchieleArt •   • 



Citazioni correlate

La scienza ispira terrore la poesia bellezza ⋯ 
Poniamoci prima di tutto questa domanda. Chi è che oggi fa sentire la propria voce, il poeta o lo scienziato? Stiamo pensando alla Bellezza, anche se amara, o all'energia atomica? E qual è il principale sentimento oggi ispiratoci dalle nostre grandi scoperte? Il terrore!
 Henry Miller  I libri della mia vita
 Saggistica, Critica culturale, Saggio


La casa come oasi di benessere ⋯ 
Una lampada di sale trasforma la casa in un rifugio di pace e salute.
 Andrew Weil  Ambienti sani, vita sana
 Benessere, Stile di vita, Saggistica


Il gran prete vanificò la mia ammenda ⋯ 
Io fui uom d'arme, e poi fui cordigliero,
credendomi, sì cinto, fare ammenda;
e certo il creder mio venìa intero,
se non fosse il gran prete (Papa Bonifacio VIII), a cui mal prenda!
 Dante Alighieri  Inferno canto xxvii
 Poesia medievale, Poesia politica, Poema epico


La verità è una ripetizione ⋯ 
Sessantaduequattromila ripetizioni fanno una verità. Gli idioti! Avrebbero potuto risparmiarsi la fatica. Una sola ripetizione, purché fatta abbastanza presto, sarebbe bastata a convincerli che il cotone è meglio della lana e che i bambini delta non devono leggere libri.
 Aldous Huxley  Il mondo nuovo
 Letteratura, Psicologia


L'illusione di una scelta predefinita ⋯ 
Il sistema dominante ha creato un'illusione di libertà, in cui l'uomo a una dimensione crede di avere la possibilità di scegliere il proprio destino. Tuttavia, questa libertà è illusoria, perché le scelte disponibili sono tutte limitate dal sistema stesso. L'uomo a una dimensione non è libero di scegliere il proprio destino, ma è costretto a conformarsi alle esigenze del sistema dominante.
 Herbert Marcuse  L'uomo a una dimensione
 Filosofia, Sociologia, Critica sociale


Articoli correlati di Arthur Schopenhauer
Tags correlati
Chiavi correlate
Categorie correlate
Riferimenti
Valuta:

Media: 0 (0 voti).