La capacità di usare il volgare
All’ascoltatore non sarà sfuggita quella sorta di stanchezza delle note che genera l’alone del silenzio, che è in qualche modo protettivo, in qualche modo più intenso e portante nei confronti della nota. E questa mi pare una straordinaria sottigliezza sia del testo, sia dell’esecuzione. […] Il pezzo che abbiamo ascoltato presenta proprio alcuni degli elementi tipici di Schubert: la straordinaria raffinatezza; la straordinaria esattezza del gesto con cui cattura poche e modula pochissime note, e la capacità di toccare un materiale popolare, un materiale… direi un’iconografia tradizionale, semplice, trasformandola in un’icona, trasformandola in qualche cosa di una immobilità, di un’intensità strepitosa. E quindi è questo un altro dei fascini di questa maga musicale, di questa magalda: la capacità di usare il volgare, la volgarità.