Ritratto di una giovane donna vestita di nero
Quando si trovavano insieme, le loro preoccupazioni smettevano di essere definite; non restava loro che un sentimento di fatica, di un pesante fardello che, di colpo, si alleggeriva misteriosamente, li lasciava riposare, respirare. Tacevano e fingevano di dormire. La casa era silenziosa, la camera in penombra. Marianne spegneva la luce sul comodino accanto al letto; Antoine lasciava accesa la sua, con il libro aperto davanti che non leggeva mai. Dalla finestra socchiusa penetrava il freddo della sera. Il letto era caldo e confortevole, e quel giaciglio condiviso, quel silenzio, quella pace precaria li intorpidivano, li univano come mai erano stati nel tumulto della giornata, e nemmeno nei momenti d’amore.

Crediti
 Irène Némirovsky
 Due
 SchieleArt •  Ritratto di una giovane donna vestita di nero • 1907




Quotes per Irène Némirovsky

Le parole saranno la tua dannazione, eppure le parole non significano niente.

Ma lei non soffriva; aveva solo molto caldo. Provava pietà per quei poveri ragazzi riuniti al suo capezzale. Stese la mano verso di loro in un gesto che era insieme una benedizione, un'implorazione, una carezza, un'ammissione d'importanza. Non poteva fare niente per loro; poteva solo commiserarli.

Domani, tutto sarebbe stato ancor meglio!
Ma i giorni passavano,
la vita passava, e il meglio non arrivava.
Quei domani continuamente attesi,
e che continuamente, chissà perché, deludevano.

Alla fine, tutte le passioni sono tragiche, tutti i desideri maledetti, perché si ottiene sempre meno di quel che si è sognato.