Painting on the photography by Egon Schiele
Ho sempre usato per chiarire un poco queste affermazioni la metafora della legna e della cenere: la legna sta al vivente come la cenere sta al cadavere. La cenere è il cadavere della legna. Ma quando si esperisce la cenere, non si esperisce l’annientamento della legna. Quando si esperisce la cenere, questo esperire è il compimento di una serie di esperienze in cui appare la legna spenta, poi la legna accesa, poi la legna meno accesa, poi il suo cadavere, la cenere. Il pensiero di Severino può apparire (e per taluni filosofi appare) semplificatorio, paradossale e sofistico, tuttavia le recenti scoperte fisiche sembrano andargli in soccorso, poiché smentiscono la comune concezione che vede il tempo come una linea retta che va dal prima al dopo. Carlo Rovelli ci spiega che il tempo passa più veloce in alto e più lento in basso. Portando orologi negli aerei a reazione, sappiamo che un oggetto in movimento sperimenta una durata minore di un oggetto fermo. Non solo: la massa di un buco nero rallenta a tal punto il tempo che sul bordo il tempo si ferma. Nella dimensione quantistica, poi, non viene contemplato né lo spazio né il tempo, si analizzano solo processi e accadimenti di cui possiamo calcolare probabilità e relazioni (nelle equazioni che spiegano quei fenomeni, il tempo non compare). Sostanzialmente, per la fisica moderna il tempo non esiste: da ente assoluto e incorruttibile (nella fisica classica) è divenuto mera illusione priva di ogni realtà fisica. E’ difficile crederlo, ma è parimenti difficile credere che viviamo in un pianeta che gira intorno al sole e intorno a se stesso. Ciò che è importante sottolineare è che queste due impalcature teoriche non sono sostenute dal mito, ma dalla razionalità e addirittura in alcuni aspetti sono provati sperimentalmente. E allora perché, concludendo con Severino, non sperare nell’eternità? Dice il filosofo: “Nella sua essenza, ogni uomo è l’eterna manifestazione del destino della verità. […] Nel destino della verità appare che ogni essere è eterno. Il destino di ogni cosa, evento, istante è cioè di essere eterni. Nel destino appare quindi che il sopraggiungere delle cose della terra è il comparire e lo scomparire degli eterni. Il destino è il perché ultimo di tutto ciò che esso manifesta”. “Il destino della verità è l’apparire dell’eternità di ogni essente; sì che il venire e l’andare degli essenti, la loro nascita e la loro morte, è il comparire e lo scomparire degli eterni. La loro eternità è la condizione del loro ritorno.

Crediti
 • Emanuele Severino •
 • SchieleArt • Josef Anton Trcka Painting on the photography by Egon Schiele • 1914 •

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