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Il nostro è un mondo tondo perciò tutto circola, adesso gira anche un nuovo virus talmente aggressivo che ci sconquassa. Siamo al duello: lui avanza zitto zitto, noi ci rinforziamo in trincea, lui attacca i più deboli e i più coraggiosi, noi lo isoliamo e studiamo i suoi punti critici. Lui punta sul fenomeno del mutamento ma (e questo non credo se lo aspettasse) pure noi stiamo mutando. Già. Lavoro affetti comunicazione cure arte, stiamo tramutando la società e noi stessi, per ora.

Un esempio assolutamente nodale in questo momento è la Chiesa Cattolica almeno per una serie di aspetti. Intanto questa considerazione del fenomeno viene dall’Italia, Paese purtroppo diventato osservato speciale perlomeno in una fase del contagio globale che però è anche la nazione che all’interno ha lo Stato Vaticano, uno dei centri più riconosciuti del pianeta in tema di religiosità.
Il Cristianesimo è ancora la prima religione al mondo, e lo è da secoli, certo non è tutto o solamente Chiesa Cattolica, però ne rappresenta oltre la metà e comunque anche le altre confessioni cristiane vi si confrontano.
Stiamo parlando dell’associazione di esseri umani più grande e longeva della storia; indubbiamente un apparato smisurato, ramificato, complesso e denso d’istanze tendenze e ramificazioni anche periferiche, ancorché a guida centralizzata sebbene elettiva.
Si è mosso e modificato nel tempo del Coronavirus il Soglio di Pietro? Decisamente sì, e con modalità e tempistiche sbalorditive. Il Vaticano in Italia, arrivato il contagio, ha sospeso le messe e le varie funzioni in tutte le chiese lasciandole però aperte per consentire a singoli fedeli di recarsi in visita e preghiera. Pochi giorni dopo ha chiuso totalmente i luoghi di culto vietando l’accesso anche per la contemplazione privata. Sospese la Santa Messa così come funerali matrimoni comunioni e battesimi, tutto rinviato a data da destinarsi.
Lo stesso dicasi per catechismo, gruppi studio, pellegrinaggi volontariato e le mille attività ecclesiali e parrocchiali. Un blocco improvviso e abnorme, un fatto che probabilmente insieme alla sospensione del Calcio ha sbigottito tutti e reso palese l’emergenza.

L’immaginario collettivo dinanzi all’urgenza sanitaria è pronto alla chiusura di scuole e attività, non allo stop di sentimenti passione e fede.
Si tratta di cose difficili da comprendere cioè letteralmente non previste; impensabili perché non pensate. Che il pericolo del contagio porti una serie di paure legate alla salute e al restare senza lavoro e reddito è intuitivo ma è il blocco comune dei riti collettivi, quelli che agiscono sull’animo, che ci ha precipitato inaspettatamente in basso. Soprattutto da questo meccanismo è venuto il senso di regressione angoscia e depressione.
A verifica di ciò è sufficiente rispondere a una domanda che sembra difficile eppure non lo è: cos’è l’anima? Per l’essere umano tutto ciò che gli è proprio, ma non è corpo, è anima. Il fermo delle attività di relazione connesse allo spirito e alla passione, come la Messa o il Calcio (senza dimenticare che vivendo distanziati per molti c’è pure un blocco nel praticare affetto e amore) è percepito quale blocco dell’anima.
In altre parole, mangiare proteggersi e stare in salute sono esigenze primarie e quindi sono messe in crisi dalle pandemie; non ci si aspetta che la stessa criticità riguardi anche i sentimenti e le emozioni.
Per le chiusure, come avranno fatto i vertici dello sport e dello spettacolo, sicuramente anche la Curia cattolica ha agito sugli input scientifici e politici italiani e internazionali, ma non è stata una decisione da poco.
Un gigante reale e concettuale in pochi giorni ha accettato novità incredibili.
Emblematico è l’esempio straniante della famosissima trascorsa benedizione Urbi et Orbi… senza l’Urbi, cioè senza la città. Quell’evento in una Piazza San Pietro bagnata dalla pioggia e priva di fedeli, senza pellegrini e giornalisti, senza suore e preti, senza bandiere e rappresentanze, senza canti e bande musicali, in quel notissimo colonnato a forma di abbraccio ma con nessuno da abbracciare.
Tradizionalmente questa speciale benedizione concede l’Indulgenza Plenaria valida, stante le dovute predisposizioni spirituali personali, a chi è in presenza davanti alla Basilica di San Pietro e a chi segue con i mezzi di comunicazione. Benedizione e remissione dei peccati quindi rivolte al mondo intero il quale non è mai, ovviamente, tutto dentro quella piazza, però la presenza di gente rappresenta e intercede l’intero “orbi”, il mondo. La benedizione cattolica universale che solo il Papa vescovo di Roma può dare, è impartita per le ricorrenze di Natale, Pasqua e come atto all’elezione del nuovo Papa; così come stavolta non era mai accaduto però nella storia.
Proprio la parola “rituale” ci insegna che un rito è tale perché si ripete nel Tempo.
Un fatto fuori dal Tempo e con un diverso Spazio (perché senza persone e lavato di pioggia), è dunque avvenuto venerdì 27 marzo 2020 per “esorcizzare” il vuoto e il male venuto col Covid19.
Che sta succedendo, che accadrà? La pandemia ci sta cambiando, ci ha cambiato adesso e per sempre? Rimanendo in metafora, Via Crucis e Messe in televisione o mandate in streaming da varie chiese; recite del rosario e salmi, sermoni, funzioni religiose e addirittura funerali seguiti nel web e perfino in drive-in. Oddio!
Eppure non sono modi di culto del tutto nuovi, anche se aumentano a dismisura e per ora sono gli unici praticabili. Certi riti e sacramenti come la Comunione Spirituale (equivale a ricevere l’ostia non potendolo fare), l’Atto di Contrizione perfetto (vale per una confessione) o il Perdono Generale dei peccati sono vecchi strumenti per situazioni particolari ottenibili anche in isolamento.
Altri Sacramenti come il Matrimonio e il Battesimo invece sono di fatto sospesi e non si impartiscono nemmeno a distanza …almeno finora.

Chiudendo le porte materiali ai fedeli qualcuno ha scritto che la Chiesa ammette di aver fallito la sua missione; altri che così spinge all’abbandono dal culto e non si riprenderà più. Per taluni invece adesso aiuta soprattutto i non credenti che scoprono quest’unico simbolo di speranza “da remoto” mentre altri spiegano che tutto questo non allontana dalla fede e dalla Chiesa, anzi aiuta a interiorizzare la religiosità e i sacramenti, quindi avvicina.

Il cristianesimo si – antica struttura-mondo sopravvissuto agli albori di diffidenza e persecuzione, alle buie implicazioni del Potere Temporale, al giacobinismo, alle grandi guerre e arrivato all’ipocrisia del capitalismo agnostico – può essere emblematico e da seguire, e non c’entra niente se siamo credenti o no, per specchiarci in questi tempi specifici al fine di intuire dove stiamo andando.

Non sappiamo bene il futuro, figuriamoci, abbiamo problemi sia col passato sia con il presente e per giunta l’avvenire non di rado prescinde da quello che pensiamo e diciamo. Diciamo che, in definitiva il futuro… fa presto a snobbarci. Eppure tra le tante ultime novità almeno una è certamente in atto, la creatività prêt-à-porter. Siamo diventati tutti opinionisti analisti e futurologi, nonché creatori e divulgatori di neologismi, slogan, foto e video di infinita ironia sarcasmo e allegoria. Infine, last but not least, ci siamo scoperti tutti, ma proprio tutti, complottisti e/o de-complottisti.

Ovviamente, infine, anche queste righe obbediscono a quanto appena detto e propongono una conclusione proiettata in avanti.

Appurato che la pandemia molto di diverso ha già portato avendo ucciso rovinato e disgregato tanto, anzi troppo, cosa diventeremo, come faremo e chi saremo?
Ancora una volta sembra difficile ma non lo è. Da Maggio riapertura graduale, da Giugno conferma del crollo di contagi e morti, verso Luglio valide terapie anti-Covid (sia mai risalga il contagio). Mascherine e guanti ciao; Lavoro Calcio Matrimoni e Battesimi e da Agosto tutti al mare. Autunno: in arrivo vaccino e i risultati da soldi e fondi verso un effetto trampolino sul quale anche l’Italia è ben pronta a saltare. Alla fine un Natale Boom.

Crediti
 • Uldio Calatonaca •
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