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C’era la storia poco nota di un paese sovrano che si era tirato su da tante battaglie orientate alla difesa del saccheggio. C’erano le colonie e il loro indotto causava solo malessere e sofferenze a una popolazione che faceva fatica a capire la criminale ambizione di questi esseri non poco violenti. Gli spagnoli erano lì per portare la civiltà, la religiosità, la democrazia come direbbero oggi i paesi egemoni. La grande attività di “furti e saccheggi” era diventata la principale fonte di ricchezza da portare alla Madre Corona nella penisola iberica. Era un’attività prospera e si potevano trafugare con relativa facilità quanto si desiderava, dalle pietre preziose all’ambito oro, ma anche qualunque genere alimentare richiesto dal vecchio continente, tant’è che si sono messi d’accordo per evitare il contrabbando, dei colonialisti vaschi Mendoza e Zuloaga, per dare il via alla “Compañía Guipuzcoana” (nella foto), e che tra l’altro si occupava anche di dogane ma l’idea era lo scambio di viveri – soprattutto caffè e cacao – tra le vari sedi lungo le coste del paese e la Corona, con l’intento di monopolizzare il commercio tra i continenti. Poi la storia del tempo racconta una serie di crimini e stragi fino all’elezione del primo presidente della repubblica del Venezuela, nel lontano 1810, e non poteva non essere eletto che il noto colonialista d’allora chiamato Diego de Mendoza. S’insediò grazie all’appoggio di tutta la classe dirigente di allora, gli affaristi, la classe benestante e anche da gente nota come il giovane rivoluzionario Simón Bolívar che subì un brutto scherzo dalla queste brave persone cui si fidava – anche perché, in molti, erano di origine vasche come lui. Lo stesso neoeletto presidente mandò via del paese al suo amico Simón non appena il suo cugino di Diego, un’altro Mendoza e all’uopo governatore in oriente, consegnava il territorio dell’Esequibo venezuelano agli stranieri, scorporandolo del paese. La guerra contro il colonialismo non era uno scherzo e per arrivare all’indipendenza dalla Corona Española richiedeva ancora un grosso contributo di sangue prima della loro resa.
Tornando al presente e tenendo conto di questo scorcio di passato, anche se alla vista dei profani non sembra percettibile, proviamo a descrivere chi sono oggi i personaggi che stanno facendo venire mal di capo agli attuali governanti.
Il movimento sociale, non ancora chiamato chavismo, nasce da un tragico evento chiamato il “Caracazo“, diventanto uno spartiacque tra la vecchia amministrazione e quella nuova che si stava profilando. Era una protesta massiccia – poche volte raggiunte – per contestare le misure neoloberali del governo e che aveva generato fame e ancora più povertà. Non c’era il chavismo e lo stesso Chávez non pensava di arrivare a cambiare così tanto la consapevolezza nel paese, anche perché il suo obiettivo era fermare la deriva costituzionale del paese. A questa protesta il governo rispose con le armi ammazzando più di 5000 persone civili, comprese donne e bambini che si trovavano nel raggio d’azione della “Guardia Nacional“.
Lo stesso problema attuale – la mancanza di viveri e medicinali – si presentò al “Caracazo” nel 1989; i chavisti non esistevano ancora e gli stessi che allora affamarono alla popolazione stanno ripetendo lo stesso copione: i soliti noti impresari. Facciamo due conti con una sola mano…
Lorenzo Mendoza è il titolare della “Polar“, un’azienza che produce mangimi per il bestiame e per animali di allevamento. Riducendo la propria produzione e deviando i loro prodotti dalla rete di distribuzione, di cui ha il 72% delle commesse, riesce a piegare la volontà del governo. Questo fatto incentiva a Leopoldo López a seguire la strategia di Lorenzo Mendoza per alimentare l’inflazione con la speculazione attraverso l’operazione “La Salida” (l’uscita), atta a far dimettere il governo. Leopoldo ha l’altro 12% della produzione di mangimi con le firme “Protinal-Agro“, “Pollos el Corral” e una discreta produzione di uova e polli. Per far emergere la crisi, distrusse 3.000.000 di uova e ammazzò 110.000 polli destinati al consumo nazionale. Per questo delitto è in prigione e guarda caso la “Human Right Watch” lo difende, come lo fa anche l’OEA. Ma che c’entra l’OEA con Leopolpo? Il secondo cognome di Leopoldo, per la sorpresa di chi non lo sapeva, è Mendoza e Mendoza è anche il secondo cognome di Thor Harvensen Mendoza.
Quindi Leopoldo è cugino di Harvensen. Ma non è tutto! Lorenzo, per parte dei Mendoza Zuloaga è cugino di Maria Corina Machado Zuloaga, che era proprietaria di SIDETUR e di “La eletricidad de Caracas” e che sarebbe, guarda caso, la cugina di Capriles che è il titolare di “Kraft Venezuela” (ancora viveri). Ci sarebbe da mettere in questa combriccola al più povero di loro che è Ledezma, sposato con Mitzi Capriles che è la zia di Henrique Capriles… l’altro è Borges ma questo porta la dote di beni immobiliari e ancora casualmente è il capo della “Ley de Viviendas”, che vorrebbe privatizzare, dopo che l’attuale governo ha consegnato più di 1.500.000 abitazioni in tutto Il paese.
Queste personcine sono gli attuali integranti della MUD (Mesa de la Unidad democrática) e questo è il semplice problema. La domanda che sorge spontanea è: ma come sono riusciti a dominare per così tanto tempo? Dimenticando il passato o come diceva Bolívar “ci hanno dominato più per l’ignoranza che per la forza” e allora c’erano solo 300 anni di dominio dei Mendoza e dei Zuloaga. Se ne approfittano della corta memoria del popolo e dicono “ciò che conta è oggi” e così nessuno sa chi sono loro e cosa hanno combinato dalla creazione della “Compañía Guipuzcoana” ad oggi.

Crediti
 • Sergio Parilli •
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