La consapevolezza sensoriale è ritardata
Comunemente si pensa, che in un atto volontario, la volontà cosciente di agire appaia quando iniziano le attività cerebrali che portano ad agire, o addirittura prima. Se questo fosse vero l’atto volontario, sarebbe iniziato e determinato dalla mente cosciente. Ma se non fosse così? Sarebbe mai possibile che la volontà cosciente di agire appaia dopo l’inizio delle attività specifiche del cervello che portano alle azioni volontarie –in altre parole prima che la persona sia consapevole della sua intenzione di agire? Le ricerche ci hanno portato ad accertare che la consapevolezza sensoriale è ritardata per un sostanziale periodo di tempo, in cui si verificano certe attività cerebrali, e questo apre una parziale possibilità di risposta positiva. Se la consapevolezza della volontà o intenzione di agire fosse anch’essa ritardata del periodo di tempo necessario per il verificarsi di attività che durano circa 500msec. sembrerebbe possibile che le attività cerebrali che danno inizio a un atto volontario comincino molto prima che la volontà cosciente di agire si sia adeguatamente sviluppata . Siamo stati in grado di esaminare questo problema sperimentalmente. In poche parole, abbiamo scoperto che il cervello mostra un processo di iniziazione che comincia 550 msec prima dell’atto liberamente volontario. Invece, la consapevolezza della volontà cosciente a compiere l’azione appare solo fra i 150, 250 msec prima dell’azione stessa. Il processo volontario inizia quindi inconsciamente, circa 400msec prima che il soggetto diventi consapevole della sua volontà o intenzione di compiere l’azione.

Crediti
 • Benjamin Libet •
 • Pinterest • Danilo Martinis Peter Demetz  •  •

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