La coscienza è assolta dalla reificazione
Il risultato è l’atrofia degli organi mentali necessari per afferrare contraddizioni ed alternative, e nella sola dimensione che rimane, quella della razionalità tecnologica, la coscienza felice giunge a prevalere. Essa riflette la credenza che il reale è razionale, e che il sistema stabilito, nonostante tutto, mantiene le promesse. Gli individui sono portati a scorgere nell’apparato produttivo l’agente effettivo del pensiero e dell’azione, a cui pensiero e dazione del singolo possono e debbono cedere il passo. Nel cambio, l’apparato assume pure il ruolo di un agente morale. La coscienza è assolta dalla reificazione, dalla generale necessità delle cose.

Crediti
 Herbert Marcuse
 L'uomo a una dimensione
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Quotes per Herbert Marcuse

Del pari, termini come individuo, classe, privato, famiglia, denotavano sfere e forze non ancora integrate con le condizioni vigenti, erano sfere di tensione e di contraddizione. Con la crescente integrazione della società̀ industriale, queste categorie vanno perdendo la loro connotazione critica e tendono a diventare termini descrittivi, ingannevoli od operativi.

L'uomo a una dimensione non è in grado di sperimentare la vera felicità, perché la felicità è stata ridotta a un insieme di beni materiali e di consumi. L'uomo a una dimensione cerca la felicità attraverso il possesso di oggetti, ma questo non può portare alla vera felicità, perché la felicità si trova solo nell'esperienza della vita stessa.  L'uomo a una dimensione

L'uomo a una dimensione è un uomo che non può immaginare una realtà diversa dalla realtà esistente. La sua mente è stata ridotta a una singola dimensione, in cui tutto ciò che esiste è ciò che viene presentato dal sistema dominante. L'uomo a una dimensione non è in grado di immaginare un mondo diverso, perché il sistema gli ha fatto credere che questo sia l'unico mondo possibile.  L'uomo a una dimensione

Chi non astrae da ciò che è dato, chi non collega i fatti ai fattori che li hanno prodotti, chi non disfà i fatti nella sua mente, in realtà non pensa.

Allora l'uomo è libero di giocare con le sue facoltà e potenzialità e con quelle della natura, e soltanto giocando con esse egli è libero. Vive in un mondo nel quale egli ha libero gioco e l'ordine di questo mondo è un ordine di bellezza.