La dialettica speculativa
La dialettica di domanda e risposta precede sempre la dialettica dell’interpretazione. È essa che determina il carattere di evento della comprensione.
Da ciò consegue che l’ermeneutica non conosce un problema del cominciamento […]. Il problema dell’inizio, dovunque si ponga, è sempre in verità il problema della conclusione. Solo in base alla fine, infatti, si definisce il principio, appunto come principio della fine. In base al presupposto del sapere infinito, che costituisce il presupposto della dialettica speculativa, questo porta al problema essenzialmente insolubile dal punto di partenza da cui bisogna cominciare. Ogni principio è fine e ogni fine è principio. In ogni caso, in questa prospettiva di circolare compimento, il problema speculativo sul cominciamento della scienza filosofica si pone, fondamentalmente, dal punto di vista del compimento raggiunto.
Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Crediti
 • Antonio Gramsci •
 • 11 febbraio 1917 •
 • SchieleArt •   •  •

Similari
Egon Schiele ⋯ SunflowerL’essenza del testo
61% ArticoliElena CarusoLinguaggioSchiele Art
Barthes attraverso Il piacere del testo analizza le ragioni che spingono il lettore ad avvicinarsi ad un testo con un atteggiamento cannibalesco, quasi ne volesse divorare il tessuto, l’essenza. Cosa spinge il lettore a leggere fino a farsi del male! Fino⋯

Egon Schiele ⋯ Della virtù che rimpiccolisce
49% ArticoliFriedrich NietzscheSchiele Art
Zarathustra fu di nuovo sulla terra ferma, non corse subito alla sua montagna e alla sua grotta, ma fece molte strade e domande e si informò di questo e di quello, così che diceva a se stesso scherzando: ‹‹Ecco un fiume, che per mille curve rifluisce alla⋯

Egon Schiele ⋯ Dead City III (City on the Blue River)Parla Ipolit, un malato terminale di tisi
49% Fëdor DostoevskijSchiele Art
Evidentemente la mia convinzione che per due settimane non valga la pena di soffrire o abbandonarsi ad alcuna sensazione, ha avuto la meglio sulla mia natura e forse dirige tutti i miei sentimenti. Ma è proprio vero? È forse vero che la mia natura è stata⋯

Egon Schiele ⋯ La tela della vita collettiva
43% Antonio GramsciPoliticaSchiele Art
Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi s⋯

Egon Schiele ⋯ Egon hauserAveva voluto l’unicità
42% John WilliamsSchiele Art
Ponderatamente, con calma, realizzò che doveva sembrare un vero fallimento. Aveva voluto l’amicizia, e quell’intimità legata all’amicizia che potesse renderlo degno del genere umano. Aveva avuto due amici, e uno dei due era morto insensatamente prima che ⋯

Egon Schiele ⋯ Red Nude, pregnantE chi fa mai delle domande a me?
41% Ingeborg BachmannSchiele Art
Lei sapeva benissimo che, una volta di più, si trattava di un tema importante, molto importante, ma quel che ne veniva fuori era soltanto una spaventosa accozzaglia di luoghi comuni che avrebbe potuto inventarsi benissimo a tavolino, e invece Elisabeth, c⋯