Introduzione

 ⋯ Baruch Spinoza ⋯

ln un romanzo di Conrad un navigante, che è il narratore, vede dalla prua della sua nave qualcosa. Un’ombra, un chiarore ai confini dell’orizzonte. E si dice che quel chiarore, quell’ombra, è la costa d’Africa. E che più in là ci sono febbri, imperi, miniere, il Sahara, i grandi fiumi esplorati da Stanley, Livingstone, e poi palme, e quel che resta di Cartagine, che Roma cancellò a fuoco e sale. E poi la storia di portoghesi, di olandesi, di zulu e bantu, ed anche di mercanti di schiavi, e piramidi … Cioè un vastissimo mondo. Di foreste, certamente, di leopardi, di uccelli. Ebbene, a me succede qualcosa di simile. Ho preso l’impegno di parlare di Spinoza. Posso dire di lui quello che dice il narratore del romanzo di Conrad. Ho intravisto qualcosa, so che quel che ho intravisto è vastissimo.

Spinoza - Una vita per l'etica

Van Gogh ⋯ Notte stellata sul Rodano

Baruch Spinoza nacque ad Amsterdam da famiglia ebrea sefardita sfuggita in Olanda per scappare alle persecuzioni dell’Inquisizione cattolica. Studiò alla scuola ebraica e completò la sua formazione presso un istitutore cristiano. Il suo sistema filosofico incontrò l’avversione della comunità ebraica che lo espulse, lo scomunicò e gli proibì di frequentare la Sinagoga (amici e parenti lo esclusero e lo isolarono, la sorella tentò di diseredarlo, un fanatico tentò di pugnalarlo). Rifugiatosi in un piccolo villaggio vicino ad Amsterdam trovò lavoro come molatore di lenti ottiche. Nel 1673 rifiutò di insegnare all’Università di Heidelberg, ritenendo che il suo lavoro, malgrado gli concedesse un basso tenore di vita, fosse l’unico che potesse garantirgli la completa libertà di pensiero.

Pensiero

 ⋯ Baruch Spinoza ⋯

La filosofia di Spinoza parte da un presupposto tipicamente cartesiano, facendo dell’ordine geometrico, cioè la forma matematica, lo strumento essenziale per la comprensione della realtà, la quale viene pensata come un qualcosa di prettamente razionale e quindi traducibile in termini matematici. A differenza, però, da Cartesio, il quale aveva distinto due sostanze (una finita ed una infinita), questi afferma l’unità dell’essere, identificando Dio con la natura ed adottando in questo modo una posizione di tipo panteistico. Principio primo di tutte le cose è la sostanza, intesa come “ciò che è in sé e per sé viene concepito; vale a dire ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di un’altra cosa da cui debba essere formato.

Esiste quindi un’unica sostanza, non limitata da altre, unica e sola realtà, identificata con Dio. Tutto ciò che è, è in Dio e non può essere né essere concepito senza Dio.

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