Il trionfo di Pan

Il piacere è legato ad una consistenza dell’io, del soggetto, che si rassicura in valori di comfort, di distensione, di agio. All’opposto il godimento è il sistema di lettura, o di enunciazione, attraverso cui il soggetto, invece di consistere, si perde, prova quell’esperienza di spesa che è propriamente il godimento.

Se si volesse fare provvisoriamente una valutazione dei testi secondo queste due parole, è certo che l’enorme maggioranza dei testi che conosciamo e amiamo sono grosso modo testi di piacere, mentre i testi di godimento sono estremamente rari. Sono testi che possono dispiacerti, aggredirti, ma che, almeno provvisoriamente, per la durata di un lampo, ti tramutano, ti trasformano, e operano quella spesa dell’io che si perde.

Il testo di godimento dev’essere dalla parte di una certa illeggibilità. Deve scuoterci, non solo nel nostro registro di immagini e d’immaginazione, ma al livello della stessa lingua.

Crediti
 Roland Barthes
 La grana della voce




Quotes per Roland Barthes

Ti amo è, senza sfumature. Rimuove le spiegazioni, le strutture, gli scrupoli.

Da una parte e dall'altra, la scrittura-lettura si dilata all'infinito, impegna l'uomo nella sua interezza, corpo e storia; è un atto panico, del quale la sola definizione certa è che non potrà fermarsi da nessuna parte. Dalla parola scritta potrei risalire alla mano, alla nervatura, al sangue, alla pulsione, alla cultura del corpo, al suo godimento. Scrivere significa prendere la verità obliquamente.

In Occidente lo specchio è un oggetto per essenza narcisistico: l'uomo non concepisce lo specchio che per guardarvicisi. Ma in Oriente lo specchio è vuoto: è il simbolo del vuoto stesso dei simboli («Lo spirito dell'uomo perfetto – dice un maestro del Tao – è come uno specchio. Non afferra nulla ma non rigetta nemmeno nulla. Riceve ma non conserva»). Lo specchio non intercetta che altri specchi, e questa riflessione infinita è il vuoto stesso.  L'impero dei segni

Il testo di godimento è assolutamente intransitivo. Pure, la perversione non basta a definire il godimento; è l'estremo della perversione a definirlo: estremo sempre spostato, estremo vuoto, mobile, imprevedibile. Questo estremo garantisce il godimento: una perversione media si carica ben presto di un gioco di mentalità subalterne: prestigio, ostentazione, rivalità, discorso, parate.

La fotografia è inganno perché suggerisce l'illusione dell'eternità. Ma ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi nell'esistente.