La latrina del cuore

Nella letteratura ci sono molte dimore e non occorre scegliere ideologicamente fra voci contrastanti; si può — si deve — credere insieme alla fede di Tolstoj ed all’inerzia di Oblomov; i grandissimi scrittori sono quelli il cui angolo prospettico abbraccia trecentosessanta gradi. Talvolta mi chiedo da che parte sto, se la mia storia è quella raccontata da Guerra e Pace oppure dalla Metamorfosi di Kafka o dall’Auto da fé di Canetti. Molto probabilmente, la mia odissea letteraria è quella che racconta il viaggio al nulla e il ritorno; forse per questo, gli scrittori che mi hanno insegnato di più sono quelli che danno voce imparziale alle corde più diverse e alle passioni più antitetiche, alla fede e al niente — come Singer, senza il quale non sarei quel che sono. La letteratura è un continuo viaggio fra scrittura diurna, in cui un autore si batte per i propri valori e i propri dei, e quella notturna, in cui uno scrittore ascolta e ripete ciò che dicono i suoi demoni, i sosia che abitano nel fondo del suo cuore, anche quando dicono cose che smentiscono i suoi valori. La letteratura è anche una discesa agli Inferi — anche a quello che Flaubert chiamava la latrina del cuore.

 
Crediti
 • Claudio Magris
 • Pinterest • Stanley Kubrick  • 

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